Alla vigilia della marcia nazionale per ricordare le vittime innocenti di mafia, in programma domani a Torino con partenza alle 9 in piazza Solferino, all'ombra della mole nasce la prima rete europea di Enti locali contro la corruzione e le frodi. L'obiettivo è la lotta alla criminalità organizzata.
Questa mattina nel Palazzo dell’ex Curia Maxima si è svolta la conferenza finale del progetto Act Now – Active Citizens Together Now, finanziato dall’Unione Europea e realizzato da Avviso Pubblico in collaborazione con il centro di ricerca RE-ACT e la Città di Torino. Dopo le tappe in diverse città italiane, il capoluogo piemontese ha ospitato quella conclusiva: in Sala Bobbio si sono riuniti gli alti rappresentanti politici e dirigenti pubblici da diverse città europee che hanno elaborato un documento condiviso.
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L’obiettivo? Ridurre i numeri dei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, evitare che il Pil dell’economia criminale cresca e far decrescere i beni confiscati grazie alla prevenzione con antimafia e anticorruzione. Per far ciò la rete degli Enti pubblici ha proposto di diffondere e promuovere tra gli amministratori la consultazione e l’adozione della “Carta di Avviso Pubblico”. Ma anche di rafforzare, nelle pubbliche amministrazioni, competenze e processi per riconoscere indicatori di anomalia e segnali di allerta, anche sulle operazioni finanziarie sospette; di consolidare le comunità e le reti tra enti locali, anche tramite gemellaggi, con lo scambio di esperienze e posizioni comuni verso le istituzioni europee e di integrare politiche di sicurezza con strumenti di prevenzione economico-amministrativa, coinvolgendo attori economici, sociali, professionisti e imprese.
"È stato coinvolto anche il personale dell’amministrazione comunale di Torino - commenta l’assessore alla legalità Marco Porcedda - perché crediamo che formazione e informazione sui rischi siano fondamentali. Spesso rischi e insidie emergono nelle pratiche quotidiane e in aspetti apparentemente banali". “La necessità è quella di far comprendere lo scenario alle Amministrazioni e di “attrezzarsi”, mettendo la prevenzione tra le priorità reali delle scelte amministrative. li enti locali hanno un patrimonio di dati, conoscenze e strumenti utili a una strategia di prevenzione contro mafie, corruzione e infiltrazioni su patrimonio e risorse pubbliche" ha aggiunto il Presidente nazionale di Avviso Pubblico Roberto Montà .
I dati italiani e piemontesi
Dal 1991 ad oggi sono stati 404 i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, circa uno al mese. Nel 2025, inoltre, c’è stato il record di operazioni finanziarie sospette: 160mila. Molte segnalazioni arrivano da operatori economici, poche dalle pubbliche amministrazioni, che faticano a “leggere” la presenza di illeciti. Oltre 23mila i beni sequestrati e confiscati e oltre 3mila le aziende. Sono, invece, 197 i miliardi dell’economia sommersa e illegale (criminalità, corruzione, evasione) con una crescita indicata al +8%
Dati che vanno ad aggiungersi a quelli più locali del Piemonte e della Provincia di Torino. In 15 anni di raccolta dati Avviso Pubblico ha censito in Piemonte 167 atti di intimidazione e minaccia. La provincia più bersagliata è Torino con 116 casi, 14° posto a livello nazionale. Sessantasette i Comuni colpiti in Piemonte nel corso del quindicennio, il 6% del totale presenti sul territorio regionale. Ad oggi, in totale, i beni confiscati in Piemonte sono 889 e 88 le aziende; in provincia di Torino 383 beni e 59 le aziende. Oltre 8mila le segnalazioni di operazioni sospette in Piemonte e quasi 4mila e 500 quelle in provincia di Torino. A fronte di questi dati, la Prefettura di Torino ha adottato nell’ultimo triennio (2022-2024) 90 provvedimenti antimafia.














