«Come già detto più volte nelle settimane scorse ai colleghi del consigliere Valle, chiedo anche a lui di confrontarsi con chi, grazie a queste attività straordinarie, ha potuto accedere più rapidamente a visite ed esami rientrando nel perimetro della sanità pubblica. Perché le prestazioni serali e nei fine settimana non risolveranno il problema delle liste di attesa, ma sono una prima risposta concreta e la dimostrazione è che Regioni guidate dal partito di Valle, come la Puglia, hanno adottato il modello Piemonte.
Entrando nel merito, è giusto sottolineare come l’indicazione fornita alle Aziende sanitarie è stata chiara: aumentare l’offerta di prestazioni, anche attraverso aperture straordinarie serali e nei fine settimana, per dare risposte concrete ai cittadini. Le Aziende hanno operato in questa direzione, tenendo conto delle specificità territoriali e dei bisogni assistenziali locali, non certo in assenza di indirizzi come qualcuno vorrebbe far credere.
È inoltre necessario fare chiarezza su un punto fondamentale, spesso confuso: la differenza tra prestazione sanitaria e percorso di cura. La prestazione è il singolo atto – una visita, un esame – regolato dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa. Il percorso di cura è invece l’insieme coordinato di più prestazioni che accompagnano il paziente dalla diagnosi alla terapia e al follow-up. Ridurre il tema delle liste d’attesa a una lettura parziale di singoli numeri non restituisce la complessità del sistema.
Per questo parlare di prestazioni “fuori piano” è fuorviante: l’obiettivo è garantire ai cittadini le risposte di cui hanno bisogno, anche ampliando l’offerta dove necessario. Allo stesso modo, come detto, è evidente che le attività straordinarie non esauriscono un tema strutturale, ma rappresentano uno strumento concreto per ridurre le attese e riportare i cittadini nella sanità pubblica.
Sul 2026 il lavoro è già in corso per confermare almeno le 250 mila prestazioni erogate lo scorso anno e per farlo abbiamo già stanziato 35 milioni di euro. Un’indicazione chiara sulla strada che vogliamo percorrere, che si unisce al rafforzamento della rete territoriale, allo sviluppo delle Case di comunità e all’evoluzione dei sistemi di prenotazione con il nuovo Cup integrato con l’intelligenza artificiale.
Il confronto è sempre utile quando si basa su dati corretti e su una visione complessiva del sistema sanitario e non sulla ricerca di titoli e visibilità come purtroppo spesso vediamo fare dall’opposizione», così l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi














