Tsai Ming-liang torna nella città in cui grazie al Torino Film Festival nel 1993 il suo folgorante film d’esordio Rebels Of the Neon God era stato premiato come miglior film, e culminato con la consegna del premio Stella della Mole nel dicembre del 2022.
Venerdì 10 aprile alle ore 20.30 Tsai Ming-liang – figura chiave del cinema orientale, capace di rivoluzionare il linguaggio cinematografico – sarà al Cinema Massimo a introdurre il suo ultimo lavoro Back Home. Il giorno successivo, sabato 11 aprile alle ore 18:30, incontrerà il pubblico dopo la proiezione de Il fiume. In dialogo con Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema, il regista taiwanese ripercorrerà la sua parabola che dalle platee dei festival e delle sale cinematografiche si è progressivamente spostata a toccare i nuovi media e l’arte contemporanea. Completa il programma la proiezione di Days presentato al festival di Berlino nel 2020.
Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1994 con Vive l’amour, e Orso d’Argento al Festival di Berlino nel 1997 proprio con Il fiume, nel 2013 torna a Venezia con Stray Dogs, premiato con il Gran Premio della Giuria. Considerato una delle figure di punta della seconda ondata del nuovo cinema taiwanese, Tsai Ming-liang si distingue per uno stile rigoroso e minimalista, fatto di lunghe inquadrature, narrazioni ellittiche e un’intensa attenzione ai corpi e agli spazi della solitudine contemporanea. Il suo cinema, caratterizzato da un’estetica essenziale e pittorica, realizzato spesso in complicità con l’attore Lee Kang-sheng indaga la condizione di una generazione sospesa, tra gesti quotidiani e il fluire inesorabile del tempo.
Back Home è un’opera intensa e contemplativa che affronta i temi del ritorno e dell’alienazione attraverso uno stile visivo essenziale e profondamente evocativo. Con il suo ritmo lento e meditativo, l’opera indaga la solitudine dei personaggi e il loro legame con il passato, trasformando il viaggio fisico in un percorso interiore fatto di memoria e identità. Back Home si dimostra così essere un’esperienza cinematografica intima e poetica, capace di coinvolgere lo spettatore in una riflessione silenziosa e profonda, al di là delle convenzioni narrative tradizionali.
Back Home (Hui jia)
(Taiwan 2025, 65’, DCP, col., v.o. sott. it)
Anong è uno dei tanti laotiani che hanno lasciato la loro patria. All’inizio del 2025 l’ho accompagnato in un viaggio di ritorno a casa. Mi ha portato in giro a vedere diversi posti e abbiamo fatto visita alla sua famiglia. In breve tempo ci siamo trovati a partire di nuovo.
Ven 10, h. 20.30 – Il film sarà introdotto da Tsai Ming-liang
Il fiume
(Taiwan 1997, 115’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Dopo essersi immerso in un fiume inquinato per girare la scena di un film, il giovane Hsiao-kang (Lee Kang-sheng) comincia ad accusare dolori al collo sempre più forti contro cui ogni rimedio si rivela inutile. Nel frattempo, la sua famiglia è completamente allo sbando: mentre il padre trascorre il suo tempo in saune per incontri omosessuali, la madre conduce una relazione con un venditore di videocassette pornografiche. Orso d'argento al Festival di Berlino.
Sab 11, h. 16.00
Alle h.18.30 incontro con Tsai Ming-liang
Days
(Taiwan 2020, 127’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Kang (Lee Kang-sheng) vive da solo in un grande appartamento, osserva dalla finestra gli alberi mossi dal vento e dalla pioggia e soffre di un male misterioso. Non (Anong Houngheuangsy) vive in una piccola abitazione, dove si prepara meticolosamente da mangiare, giorno dopo giorno. I due passeranno insieme qualche ora in una camera d’albergo, ponendo un freno temporaneo alle relative solitudini.
Sab 11, h. 20.30














