In questo momento sono solo ipotesi, ma il caos viaggi ancora non esiste. Nemmeno a Torino e in Piemonte, dove sono comunque tanti i viaggiatori in attesa di prendere il proprio volo. Ma la crisi internazionale in Medio Oriente confonde le acque, fa schizzare i costi verso l'alto e soprattutto innesca voci e scenari che spesso creano difficoltà anche negli addetti ai lavori.
Nessuno "sconsiglio"
"Quando c'è stato l'annuncio dell'ultimatum da parte di Donald Trump, si sono moltiplicate le telefonate da parte dei clienti - racconta Irene Ciccarelli, presidente di Assoviaggi Confesercenti Piemonte - La Farnesina in questo periodo non dà il cosiddetto 'sconsiglio', bloccando quindi una destinazione e garantendo il rimborso a chi ha già comprato i voli: sul sito di Viaggiare sicuri c'è scritto che per le destinazioni di Emirati Arabi, Oman e Qatar c'è un invito a riconsiderare l'opportunità di andare in quei Paesi, ma nulla di più. E per chi transita, c'è scritto di controllare che non ci siano cancellazioni. Ma in questo momento le compagnie aeree non cancellano e non possiamo rimborsare i clienti".
Rimanere bloccati
Ma oltre ai problemi di chi parte, bisogna considerare pure le incertezze di chi invece ha paura di avere difficoltà a rientrare. "Un timore grosso è anche quello di rimanere bloccati, una volta a destinazione e non riuscire a tornare indietro - prosegue Ciccarelli - Ma pur rimettendoci dei soldi, come tour operator, siamo sempre riusciti a far rientrare tutti, anche nei momenti di maggiore tensione. Anche le cancellazioni dei voli su Torino sono assolutamente in linea con i periodi normali, da Ryanair a Lufthansa. Diciamo che sono quelle che fanno parte della gestione quotidiana delle compagnie aeree, che magari spostano gli asset verso altre destinazioni anche in base alla stagionalità o al grado di riempimento dei velivoli. Pure il caro carburante non si sente così tanto: qualche ritocco c'è, ma sono in linea con i costi dell'anno scorso. E' più la percezione, che la realtà".
Rischio calo
Intanto, stimano da Assoviaggi, il rischio è di un calo del 20% sulle prenotazioni annuali, in tutta Italia. "C'è tanta incertezza, è come lavorare in un limbo - conclude Ciccarelli - Ci sono persone che a questo punto preferiscono cambiare destinazione. Ma servono certezze e nessuno ne dà. Garantiamo però che il cliente che è passato dall'agenzia di viaggio è stato sempre tutelato, nessuno è stato lasciato su una sedia, in aeroporto".














