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Cultura e spettacoli | 29 aprile 2026, 15:17

Modigliani: alla Pinacoteca Agnelli i segreti svelati di "Nu couché"

L’opera in dialogo con prestiti da Parigi e Stoccarda inaugura la nuova stagione di mostre con Walter Pfeiffer, Peter Fischli e Nathalie Du Pasquier

Modigliani: alla Pinacoteca Agnelli i segreti svelati di "Nu couché"

Modigliani: alla Pinacoteca Agnelli i segreti svelati di "Nu couché"

La Pinacoteca Agnelli apre la stagione delle mostre per la primavera e l’estate 2026. Aprono al pubblico la mostra monografica dedicata all'artista Walter Pfeiffer (1946, Beggingen), la nuova edizione del ciclo Beyond the Collection, che vede protagonista Amedeo Modigliani (1884, Livorno – 1920, Parigi), e due nuove installazioni site-specific sulla Pista 500 di Nathalie Du Pasquier (1957, Bordeaux) e Peter Fischli (1952, Zurigo).

I progetti di questa primavera sottolineano l’impegno verso la ricerca, la cura e il dialogo verso artisti di oggi e del passato” commenta la presidente della Pinacoteca Agnelli, Ginevra Elkann

La cosa più bella che accade sul tetto del Lingotto nel nome dell’arte è questa risposta del pubblico - aggiunge la direttrice Sarah Cosulich - L’anno scorso siamo arrivati a 155 mila visitatori e già nei primi mesi del 2026 vediamo un’altra crescita. La nostra mission è dedicata alla contemporaneità e in questo contesto lavoriamo con gli artisti nel lungo periodo”.

Walter Pfeiffer. In good company 

Fino a domenica 13 settembre sarà visitabile “In Good Company”, la prima mostra istituzionale in Italia dedicata al fotografo svizzero. Con più di cento opere a colori e in bianco e nero, l’esposizione unisce le serie più iconiche dell’artista con immagini inedite che mostrano il suo contributo all’arte, alla fotografia e alla moda. Diventato celebre dai primi anni 2000 quando inizia a lavorare nella moda, Pfeiffer comincia la sua ricerca pionieristica negli anni Settanta. Il percorso della mostra si apre proprio con alcuni scatti di quegli anni, quando in una Svizzera conservatrice ritraeva nature morte, persone e composizioni erotiche. Tra questi spiccano un suo autoritratto e soprattutto la serie dedicata a Carlo Gio, musa del fotografo che amava definire “di una bellezza michelangiolesca”. 

Nelle altre sale continua il racconto tra gli anni Ottanta e i Duemila, gli anni della consacrazione: un viaggio tra la composizione equilibrata del modernismo, intrecciata sempre al tema dell’erotismo e del desiderio. Il tutto fino ad arrivare nell’ultima sala dedicata ai ritratti e agli autoritratti in cui Pfeiffer gioca con le identità. Un esempio è il trittico del primo servizio per Vogue Francia realizzato nel 2009 con Eva Herzigova. L’autore si diverte a far posare la modella come ama fare per tutti i suoi soggetti ritratti, il risultato sono foto commerciali, ma al tempo stesso artistiche. “Walter Pfeiffer è stato un pioniere, anticipatore di artisti come Juergen Teller e Wolfgang Tillmans - aggiunge Cosulich - Mostre come questa ci permettono di creare questo ponte ideale e scoprire artisti che non hanno avuto la giusta attenzione”. 

Modigliani Sottopelle

Modigliani Sottopelle fino al 13 settembre presenta quattro opere dell’artista di Livorno. Al centro l’opera della Collezione Agnelli, “Nu couché” che grazie ad alcune indagini condotte in occasione di un prestito alla Staatsgalerie di Stoccarda rivela dettagli e informazioni importanti sulla storia di Modigliani. Inizialmente datata tra il 1917 e il 1918, grazie alle radiografie sull’origine dei rotoli impiegati dall'artista, potrebbe risalire invece al 1919, anno in cui l’artista dipinse nel Sud della Francia. Altro dettaglio che emerge dalla ricerca condotta sulla tela, mostra in alto a sinistra una firma, forse dell’artista stesso o forse di chi gli aveva venduto le tele. 

Acquistata in un primo momento da Antoine Maillard, l’opera è passata di mano in mano di diversi collezionisti fino ad arrivare in quella di Giovanni e Marella Agnelli nel 1959. In dialogo con “Nu couché" altre tre opere provenienti dal Centre Pompidou di Parigi e dalla Staatsgalerie di Stoccarda, in un confronto che propone nuove chiavi di lettura e una comprensione più articolata della sua pratica pittorica. “Il progetto dedicato a Modigliani permette di guardare ai dipinti con occhio diverso, ci permetterà di capire meglio come ha realizzato il suo lavoro e di carpire alcuni suoi segreti” commenta la direttrice. 

Le opere sulla Pista 500

Concludono la nuova programmazione due opere site specific sulla Pista 500. “Addition, Subtraction, Multiplication” di Peter Fischli riempie il vuoto nella rampa ellittica mettendo in relazione lo spazio architettonico con i meccanismi ripetuti dell’esperienza umana, tra viaggio, percezione, scoperta e meraviglia. L’opera nasce dall’immagine dei trenini automobilistici usati per i giri turistici delle città, in particolare in quelli rosa utilizzati in Cina. Questi cosiddetti “treni senza binari,” con i vagoni talvolta ribaltati, destrutturati e resi quindi inutili, esplorano temi quali il falso e l'autentico, richiamando al contempo il viaggio come simbolo di movimento fisico e progresso, ma anche di esplorazione mentale, tra esperienze stereotipate e percorsi immaginari sottosopra.

Bandiere per Zefiro” è il titolo della nuova installazione di Nathalie Du Pasquier che si estende lungo la facciata est del Lingotto. Quindici bandiere, basate su disegni inediti dell’artista, caratterizzati da motivi geometrici e colori vivaci, creano un ponte tra l’opera e lo spazio vissuto. Il progetto di Du Pasquier si allontana dai concetti di nazionalismo, potere e dominio che le bandiere possono rappresentare in tempi di guerra e conflitto, per abbracciare invece il dialogo e l'apertura attraverso l’arte.

Anche in questo caso i due artisti coinvolti sono due pionieri - conclude Cosulich - Hanno pensato a un’opera che tenesse conto del loro percorso, ma che dialoga con la Pista 500 traendo forza dalle storie di questo luogo, dalla fabbrica, dalla produzione industriale”.

Chiara Gallo

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