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Economia e lavoro | 11 maggio 2026, 14:35

Cdo Piemonte e la sfida del Green Deal: l'Eurodeputato Salini incontra le imprese dell'automotive

Verso una mediazione realista tra normativa europea e realtà industriale: il punto sulla transizione ecologica per un settore che in Piemonte rappresenta il 36% del fatturato nazionale

L’Eurodeputato Massimiliano Salini a Cdo Piemonte: “Modifica al Green Deal, lavoreremo insieme alle aziende: necessario trovare una mediazione tra tutte le posizioni”

Raccontare le modifiche al Green Deal è difficile quanto modificare il Green Deal: in una serata organizzata da Compagnia delle Opere del Piemonte e da Associazione Nuova Generazione, con l’ospitalità dell’azienda Check Solution Srl associata a Cdo, l’Eurodeputato Massimiliano Salini (FI-PPE), relatore della Legge di modifica del Green Deal a Bruxelles, ha spiegato al numeroso pubblico le prossime tappe del progetto e la situazione attuale.

Prima della relazione di Salini, seguita da un approfondito e appassionato dibattito, moderato dal presidente Felice Vai, sono stati esposti da Giuseppe Giulio Calabrese, ricercatore esperto in automotive del CNR-IRCRES, un’anticipazione dei dati raccolti e analizzati dall’Osservatorio sulle trasformazioni dell’ecosistema italiano 2025, descrivendo una situazione in cui l’automotive è ancora e sempre una componente rilevante del sistema produttivo nazionale, a maggior regione in Piemonte dove si registrano il 33% delle imprese e il 36% del  fatturato automotive.

È quindi chiaro come la partita del Green Deal sia fondamentale per il sistema-Paese e, nello specifico, decisiva per il Piemonte. Per Massimiliano Salini il lavoro è complesso e imponente: «Contiamo di arrivare al voto entro i primi mesi del 2027, nel frattempo l’impegno principale, e gravoso, sarà trovare una sintesi tra tutte le diverse istanze. È evidente che, come correttamente e ampiamente indicato dal rapporto che abbiamo avuto l’occasione di analizzare poco fa, i Paesi del Nord Europa hanno avuto una crescita diversa del mercato dell’elettrico, con un parco auto circolante composto per circa la metà da veicoli interamente elettrici, mentre nel Sud Europa, nonostante i recenti aumenti delle vendite, la crescita è stata decisamente minore. Ma non è solo un tema di automobili, anche di infrastrutture: comprare veicoli che è complicato ricaricare non è conveniente. Ringrazio comunque tutte le imprese del settore che stanno dando contributi straordinariamente significativi alla discussione in corso».

In che direzione si sta spingendo la mediazione è ancora presto per dirlo, a circa un anno dal voto definitivo, ma è chiaro che la linea è quella di discostarsi dall’obbligo delle emissioni zero allo scappamento: «Una minima concessione sulle emissioni allo scarico – ha spiegato Salini – farebbe una enorme differenza, con il progresso tecnologico di questi anni sui carburanti e soprattutto sui biocarburanti che promettono davvero una riduzione drastica delle emissioni


 

I.P.

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