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Cronaca | 07 giugno 2026, 08:11

"Salviamo i fenicotteri", in piazza a Torino la protesta albanese contro il resort di Kushner

Appuntamento in piazza Vittorio Veneto per chiedere la tutela dell'area protetta di Zvërnec

"Salviamo i fenicotteri", in piazza a Torino la protesta albanese contro il resort di Kushner

Da piazza Vittorio Veneto alle coste dell'Albania meridionale. Nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 7 giugno, il centro città ospiterà una manifestazione promossa da cittadini albanesi residenti in Piemonte per esprimere solidarietà alle proteste che da settimane attraversano l'altra sponda dell'Adriatico. Al centro della contestazione c'è il futuro di Narta-Zvërnec, uno degli ecosistemi più delicati e preziosi del Mediterraneo, finito al centro di un ambizioso progetto turistico internazionale che ha acceso un duro scontro politico e ambientale.

L'appuntamento è fissato alle 18 in piazza Vittorio Veneto. Un'iniziativa civica, senza simboli di partito né appartenenze associative, nata spontaneamente all'interno della comunità albanese torinese. L'obiettivo è portare all'attenzione dell'opinione pubblica italiana una vicenda che in Albania è diventata un caso nazionale.

La battaglia per la laguna dei fenicotteri

L'area di Narta-Zvërnec, inserita nel sistema lagunare del delta del fiume Vjosa, rappresenta uno dei principali patrimoni naturalistici del Paese. Circa 10 mila ettari di zone umide, dune costiere, pinete e saline che ospitano centinaia di specie protette, tra cui fenicotteri, pellicani e numerosi uccelli migratori che ogni anno attraversano il Mediterraneo.

Proprio per questo l'area è diventata il simbolo di quella che gli attivisti hanno già ribattezzato la "Flamingo Revolution", la rivoluzione dei fenicotteri.

Il progetto miliardario che divide l'Albania

La protesta è esplosa attorno a un maxi progetto turistico collegato a investitori internazionali, tra cui Jared Kushner, imprenditore statunitense e genero dell'ex presidente americano Donald Trump.

Secondo le informazioni rese pubbliche negli ultimi mesi, il piano riguarderebbe sia l'isola di Sazan sia l'area di Zvërnec-Vjosa Narta e prevede investimenti stimati tra 1,4 e 4,6 miliardi di euro. Tra le opere ipotizzate figurano resort di lusso, alberghi, complessi residenziali, migliaia di unità abitative e un porto turistico destinato a yacht di grandi dimensioni.

Un intervento che, secondo ambientalisti e associazioni civiche, rischierebbe di alterare in modo irreversibile uno degli ultimi grandi paesaggi naturali della costa adriatica.

Le accuse al governo Rama

Le contestazioni non riguardano soltanto il progetto immobiliare. Nel mirino dei manifestanti sono finite anche alcune modifiche legislative approvate dal governo guidato dal premier Edi Rama.

Secondo le organizzazioni ambientaliste, i cambiamenti introdotti nel 2024 alla normativa sulle aree protette e sugli investimenti strategici avrebbero aperto la strada alla realizzazione di grandi interventi turistici in territori che fino a poco tempo fa godevano di maggiori tutele ambientali. Tra le richieste avanzate dai promotori delle proteste figurano l'abrogazione delle modifiche alla legge sulle aree protette, la revisione della normativa sugli investimenti strategici e una maggiore trasparenza sulle procedure autorizzative.

"I lavori sono già iniziati"

Uno dei punti più controversi riguarda quanto starebbe accadendo direttamente sul territorio. Da una parte il governo albanese sostiene che non esista ancora un progetto definitivo approvato e che le valutazioni ambientali siano tuttora in corso. Dall'altra, residenti e associazioni denunciano la presenza di recinzioni, nuove piste d'accesso, movimenti di terra e mezzi pesanti nelle aree interessate dagli investimenti.

Elementi che, secondo gli oppositori del progetto, rappresenterebbero l'avvio di fatto delle opere preparatorie.

Da Tirana a Torino

Nelle ultime settimane migliaia di persone sono scese in piazza a Tirana, Valona e in altre località costiere. Le manifestazioni hanno progressivamente assunto anche una dimensione politica, trasformandosi in una contestazione più ampia nei confronti dell'esecutivo di Rama.

La mobilitazione ha però superato i confini nazionali. In diverse città europee le comunità albanesi stanno organizzando iniziative di sostegno. Dopo gli appuntamenti promossi a Milano, anche Torino si unisce alla rete internazionale di solidarietà.

Philippe Versienti

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