A sei mesi dallo sgombero dell'ex centro sociale Askatasuna, si torna a parlare del futuro dello stabile di corso Regina Margherita 47. In Circoscrizione 7 è stata, infatti, presentata una mozione che chiede alla Città di accelerare i tempi per il riutilizzo dell'immobile, evitando che l'edificio resti inutilizzato dopo la liberazione avvenuta il 18 dicembre 2025.
Il documento, firmato dai consiglieri Patrizia Alessi, Francesco Caria e Domenico Giovannini, propone due possibili strade: la pubblicazione di un bando con finalità sociali oppure, in alternativa, la vendita dell'intero complesso.
Il nodo del futuro dello stabile
Secondo i promotori della mozione, lasciare vuoto l'edificio non rappresenterebbe una soluzione positiva né per il quartiere né per la città.
Per questo motivo la Circoscrizione viene chiamata a sollecitare il Comune affinché assuma rapidamente una decisione sul destino dell'immobile, individuando un nuovo utilizzo capace di restituire lo spazio alla collettività.
L'obiettivo dichiarato è evitare che il complesso resti in una situazione di stallo e scongiurare nuove tensioni attorno a un luogo che per decenni è stato al centro del dibattito politico cittadino.
La proposta: un bando con finalità sociali
La prima ipotesi avanzata nella mozione riguarda la predisposizione di un bando pubblico per l'assegnazione dello stabile a realtà con finalità sociali. "Chiediamo inoltre - aggiungono i consiglieri -, che eventuali partecipanti non abbiano legami presenti o passati con l'area riconducibile ad Askatasuna".
Una proposta che nasce dalla convinzione dei firmatari che il riutilizzo dell'edificio debba rappresentare una netta discontinuità rispetto alla sua storia recente.
L'alternativa: la vendita dell'immobile
Qualora non si procedesse con un bando, viene indicata da Fdi una seconda opzione: la vendita dell'intero stabile. La proposta richiama una mozione approvata dal Consiglio comunale nel 2013, che invitava l'amministrazione a valutare la cessione degli immobili occupati e la presentazione di progetti di riutilizzo in tempi brevi.
Secondo i proponenti, anche questa soluzione consentirebbe di superare definitivamente l'incertezza sul futuro dell'edificio.














