L'emergenza abitativa e il crescente costo della mobilità stanno modificando profondamente le scelte di famiglie, lavoratori e imprese. Sempre più persone sono costrette ad allontanarsi dai grandi centri urbani per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, ma il risparmio sull'affitto viene spesso eroso dall'aumento delle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro.
È quanto emerge da un'analisi della CNA sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro, che evidenzia come il crescente divario tra luoghi di residenza e luoghi di lavoro stia generando un nuovo costo fisso per milioni di famiglie e incidendo anche sulla competitività delle imprese.
Una famiglia che sceglie di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone di locazione può arrivare a sostenere oltre 2.000 euro annui aggiuntivi tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre spese di mobilità. In questo modo oltre la metà del beneficio ottenuto sull'affitto rischia di essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro.
Anche nei principali centri piemontesi l'allontanamento dai nuclei urbani più costosi non sempre si traduce in un reale vantaggio economico. A fronte di un risparmio medio annuo sull'affitto di circa 3.300 euro, le famiglie possono trovarsi a sostenere fino a 1.850 euro di spese aggiuntive per la mobilità, riducendo il beneficio effettivo a poco più di 1.400 euro l'anno e vedendo eroso oltre il 56% del risparmio inizialmente conseguito.
Per il mondo dell'artigianato e delle piccole imprese la situazione risulta ancora più significativa. Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti, serramentisti e imprese di assistenza tecnica svolgono quotidianamente la propria attività sul territorio, spostandosi tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di manutenzione.
Secondo le elaborazioni della CNA, un serramentista percorre mediamente circa 20 mila chilometri all'anno sostenendo costi di mobilità superiori ai 4.500 euro per ciascun veicolo operativo. Per un elettricista la spesa può raggiungere i 5.600 euro annui, mentre termoidraulici e manutentori arrivano a sostenere costi prossimi ai 6.700 euro. Gli installatori di impianti, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, possono sfiorare gli 8 mila euro annui per mezzo utilizzato.
«L'aumento dei costi della mobilità e le difficoltà di accesso all'abitazione stanno modificando le scelte di molte famiglie e incidono anche sull'organizzazione delle piccole imprese – commenta il Segretario di CNA Piemonte, Delio Zanzottera – Per il mondo artigiano, che opera quotidianamente sul territorio, gli spostamenti rappresentano una componente strutturale dell'attività economica. È quindi opportuno proseguire nel rafforzamento delle politiche che favoriscono la mobilità sostenibile, l'efficienza dei collegamenti e una maggiore integrazione tra luoghi di residenza, lavoro e servizi».
Per il Presidente di CNA Piemonte, Giovanni Genovesio, «la mobilità non è soltanto un'esigenza individuale, ma un fattore che incide direttamente sulla competitività delle imprese e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Installatori, manutentori, elettricisti, termoidraulici e molte altre professionalità svolgono il proprio lavoro spostandosi continuamente tra abitazioni, aziende e cantieri. Affrontare questo tema significa sostenere la capacità delle piccole imprese di continuare a investire, innovare e garantire un presidio economico e sociale diffuso su tutto il territorio piemontese».














