Sono state 23 le persone morte sul lavoro in Piemonte nei primi quattro mesi del 2026, 16 sul posto e sette in itinere. Anche una sola vita perduta è sempre e comunque troppo, ma come sottolinea l'agenzia di stampa Ansa questi numeri certificano un calo dell'11,5% rispetto al primo quadrimestre dello scorso anno.
Provincia di Torino 'maglia nera' con 10 decessi
La nostra Regione resta comunque in zona arancione, con un numero di morti superiore alla media nazionale, con Alessandria e Vercelli che risultano le province più pericolose per i lavoratori, classificate come zona rossa. A fornire i dati l'Osservatorio sicurezza e ambiente Vega, che individua le aree italiane più fragili elaborando una mappatura del rischio rispetto all'incidenza della mortalità.
A livello provinciale, la maglia nera va a Torino, con 10 vittime totali, di cui sette in occasione di lavoro. Seguono Vercelli (4), Cuneo e Alessandria (3), Novara (2), Verbano-Cusio-Ossola (1). In zona bianca, non avendo registrato casi di infortuni mortali, si trovano Biella e Asti.
"Il calo delle vittime registrato nei primi quattro mesi del 2026 rispetto allo scorso anno è un segnale positivo, ma da leggere con prudenza. 23 vittime in quattro mesi restano un bilancio pesante. Un quadro che conferma la necessità di intervenire in modo mirato, soprattutto nei territori e nei settori produttivi più esposti. Ed è proprio l'incidenza a far emergere con maggiore precisione le aree più fragili, andando oltre il solo numero assoluto delle vittime e restituendo una fotografia più aderente al reale rischio per i lavoratori", commenta l'ingegnere Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio.
Nelle costruzioni il maggior numero delle vittime
Le attività manifatturiere sono quelle nelle quali viene denunciato il maggior numero di infortuni sul lavoro (1.632 denunce su 13.035 totali) mentre il settore costruzioni è il più colpito da incidenti mortali, con quattro vittime a fine aprile 2026.














