Duemila posti di lavoro a rischio in Piemonte per effetto dell'automazione e dell'intelligenza artificiale nei call center. È l'allarme lanciato oggi a Torino dai sindacati di categoria, durante l'Attivo Unitario delle RSU del comparto.
Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpc hanno riunito questa mattina, nella sede regionale della CISL Piemonte, le rappresentanze sindacali unitarie dei call center piemontesi, un settore che conta circa 35mila addetti in Italia, di cui 4mila in Piemonte.
Sciopero dal 13 al 27 luglio
Le tre sigle sindacali hanno proclamato a livello nazionale lo sciopero del settore dal 13 al 27 luglio 2026 con astensione collettiva dal lavoro di 2 ore a fine turno per i lavoratori a tempo pieno e di 1 ora per i part time, con astensione di tutte le prestazioni in lavoro straordinario e supplementare per l'intero periodo.
Secondo le stime dei sindacati regionali, l'introduzione non regolata di sistemi di intelligenza artificiale rischia di travolgere fino a duemila posizioni lavorative in regione, in un comparto già segnato da delocalizzazioni, gare al massimo ribasso e contratti pirata che erodono salari e diritti.
Da Konecta a Numero Blu Torino
A dare voce alla vertenza sono stati soprattutto i delegati e le RSU delle principali aziende del settore in Piemonte: Konecta, Covisian, Mediacom, Twy, Tecnocall, Colligo e Linetech che da anni fronteggiano riorganizzazioni, cambi di commessa e vertenze occupazionali senza una vera politica industriale a sostegno. L'ultimo esempio in ordine di tempo è quello di Numero Blu Torino, la cui vicenda è rientrata solo all'ultimo momento dopo la conferma della commessa da parte di Intesa Sanpaolo per la filiale digitale.
"Innovazione, ma anche tutele"
“La crisi dei call center non ha precedenti – dichiarano i segretari generali regionali Alberto Revel di Slc Cgil, Anna De Bella di Fistel Cisl Piemonte e Maria Luisa Lanzaro di Uil Fpc -. Non possiamo parlare di innovazione se prima non mettiamo in sicurezza il lavoro. L'intelligenza artificiale non può essere l’ennesimo strumento per abbattere l'occupazione: serve una regia pubblica che governi la transizione, non le sole scelte delle aziende. Serve subito un tavolo permanente con il Governo, con regole certe e percorsi di riqualificazione professionale: la politica non può restare a guardare”.
All'Attivo unitario, concluso in presenza dal segretario nazionale Slc Cgil, Daniele Carchidi, sono intervenuti in collegamento video i segretari nazionali di Fistel Cisl e Uil Fpc, Fabrizio Morroni e Pierpaolo Mischi. Per i segretari nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc “il Governo deve intervenire prontamente, con regole chiare che mettano al centro la tutela del lavoro e la dignità delle persone. L'intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio dei lavoratori, non un mezzo per sostituirli senza alcuna rete di protezione”.
Incontro con i parlamentari
Nel pomeriggio i sindacati hanno incontrato alcuni politici e parlamentari come Marco Grimaldi (AVS), la consigliera regionale sempre di AVS Alice Ravinale, i deputati del Movimento Cinque stelle Chiara Appendino e Antonino Iaria, la senatrice M5s Elisa Pirro, il consigliere regionale del Pd Alberto Avetta, la consigliera regionale Pd Gianna Pentenero, la consigliera regionale M5s Sarah Disabato e il consigliere comunale Pd Valentino Magazzù.
“Il nostro nemico non è l’intelligenza artificiale - dice una delle rappresentanti sindacali Rsu di Konecta - ma i contratti pirata, la delocalizzazione e la mancata applicazione di diritti come la clausola sociale. Come Konecta abbiamo visto sulla nostra pelle tutte queste difficoltà, tra vertenze e cambi di commesse. L’intelligenza artificiale non fa che schiacciare ulteriormente la nostra condizione, ma non può essere affrontata separatamente: si incastra in una situazione molto più ampia. Il nostro settore va fondato su innovazione, diritti e qualità del lavoro”.
"Abbiamo già fatto un question time in aula e abbiamo chiesto di partire almeno dalle grandi multinazionali - dice Grimaldi - La ministra Calderone ha detto che convocherà i sindacati, speriamo lo faccia in fretta". Mentre Pentenero aggiunge subito dopo: “I dati sono preoccupanti e occorre un impegno trasversale: dal governo alle regioni, fino ai territori. Bisogna capire la trasformazione e individuare gli strumenti per riorganizzare il lavoro delle persone e la riorganizzazione delle loro attività. Si devono individuare anche ammortizzatori sociali ad hoc, anche nuovi e legati ai processi formativi”.
E Appendino conclude: “Una crisi sistemica richiede l’attenzione di tutti e continueremo a portarle in Parlamento. Non ci si può girare dall’altra parte di fronte a una crisi che è legata a una transizione in corso”.
















