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Economia e lavoro | 16 luglio 2026, 09:45

L’emergenza caldo non finisce: i sindacati protestano sotto il Grattacielo: “Senza controlli è tutto inutile”

Le segnalazioni aumentano, in molti settori. I rider sono la punta di un iceberg molto più ampio che tocca anche i trasporti e le fabbriche

Il caldo non molla, ma anche le richieste del sindacato sull’emergenza caldo. Questa mattina la protesta si è spostata sotto il grattacielo della Regione. Al centro del dibattito, però, non c’è l’ordinanza anti caldo voluta dalla Regione, ma la sua applicazione. La capacità di verificare che si rispettino le regole.

Un presidio di centinaia di persone, con una delegazione ricevuta dagli esponenti della Regione nel corso della mattinata.

Le segnalazioni continuano a crescere

“Chiediamo che l’ordinanza non sia solo un annuncio, ma che diventi esigibile. Ci sono imprenditori che hanno riorganizzato gli orari, ma molti altri non sono in grado di farlo, magari per rispettare ordini e commesse - dice Giorgio Airaudo, segretario generale Cgil Piemonte -. Abbiamo superato le 30 segnalazioni (pochi giorni fa erano 22, ndr) e i settori sono tanti: dai rider alle ristorazioni. E molti altri ancora. Serve una vera e propria causale per la cassa integrazione, servono interventi non più contingenti, ma strutturali. Servono strumenti adeguati, ma anche che i lavoratori risultino come dipendenti, altrimenti non possono accedere”.

Il caso dei rider 

Proprio i rider sono tra le categorie più esposte. “Un lavoratore che guadagna 2,5 euro a consegna non ha la forza di opporsi e quindi restano sotto il sole ad aspettare e lavorare - dice Enrico Francia, del Nidil -. Far finta di nulla è sfruttamento, non solo quando fa caldo, ma anche quando grandina. Servono sicurezza, dignità e garanzie”.

Trasporti e dignità 

“Non c’è fatturato o consegna che possa valere la salute o, peggio, una vita umana - aggiunge Giorgio Cordone, della Filt -. Ogni volta che un lavoratore accetta di lavorare in condizioni disumane stiamo cedendo un pezzo della nostra dignità. È quella dei nostri figli".

Aziende obsolete

Anche il mondo metalmeccanico soffre: “Ci danno palliativi in azienda dandoci dei pinguini nelle postazioni e alcune pause - racconta una rappresentante sindacale della Marelli di Venaria -. Ma la scorsa settimana si è raggiunto il picco e ci siamo fermati per protestare. Ma ogni rimedio è un palliativo, soprattutto in stabilimenti vecchi che devono essere rimessi a nuovo”.


 

Massimiliano Sciullo

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