“L’attuale situazione politica ha probabilmente reso parte dei lettori più restia ad avvicinarsi agli autori russi. Il mondo dell’editoria, però, continua a credere che la letteratura debba superare le divisioni politiche. La cultura custodisce un patrimonio immenso ed è importante che continui a circolare, al di là delle vicende internazionali”, considera Beatrice Ron.
La pinerolese di 27 anni si è aggiudicata il titolo di ‘Giovane traduttrice dell’anno’ alla XVII edizione del premio letterario italo-russo Raduga, uno dei più prestigiosi riconoscimenti nazionali dedicati ai giovani narratori e traduttori tra Italia e Russia.
Una radice profonda
L’amore per i libri, racconta, affonda le radici nell’infanzia ed è legato al ricordo della nonna: “I miei primi ricordi sono sempre legati a lei e ai libri. È stata la persona che ha acceso questa passione e da quel piccolo seme è nato tutto il percorso che sto costruendo oggi. Un cammino che continua anche grazie al sostegno della mia famiglia e del mio compagno, che sono stati e sono fondamentali nel percorso verso i miei obiettivi”,
Laureata in Scienze della Mediazione Linguistica con specializzazione in traduzione dal russo e dal tedesco, inizialmente immaginava il proprio futuro nell’insegnamento. Durante il percorso universitario, però, è stata una compagna di studi, Rachele, a trasmetterle l’entusiasmo per il mondo della traduzione, facendole scoprire una strada che è poi diventata il suo obiettivo professionale: “Amo la linguistica e la grammatica. La lingua russa mi ha fatto innamorare perché ha un modo di esprimersi che amplia il ragionamento, mi porta a utilizzare parti del cervello che altrimenti non avrei mai allenato. Credo sia una lingua davvero straordinaria sotto questo punto di vista e me ne sono innamorata”.
Da quel momento il suo sogno è diventato quello di lavorare nella traduzione editoriale, pur nella consapevolezza delle difficoltà di un settore altamente specializzato. “È un mondo di nicchia - ammette - nel quale spesso contano anche le conoscenze”.
Anche per questo motivo, nell’ultimo anno ha frequentato il corso di perfezionamento in traduzione della Fusp di Rimini, continuando a investire nella propria formazione.
Un successo che guarda al futuro
L’occasione di partecipare al Premio Raduga è arrivata grazie a un’altra amica, Sveva, già inserita nel mondo dell’editoria, che le ha fatto conoscere il concorso. Dopo una prima selezione, ottenuta con la traduzione di alcuni saggi ironici dedicati ai grandi classici della letteratura russa, Ron è entrata tra i cinque finalisti. La prova conclusiva, che l’ha portata alla vittoria, prevedeva la traduzione di un racconto inedito di una scrittrice russa.
Il riconoscimento le ha dato anche l’opportunità di conoscere Aleksandr Sordo, tra i vincitori russi del premio e autore di narrativa fantasy con cui è rimasta in ottimi rapporti. Un rapporto che potrebbe presto trasformarsi in una collaborazione professionale: “L’idea è quella di tradurre in italiano una sua opera ancora inedita e proporla alle case editrici interessate al genere fantasy”.
Parallelamente alla carriera nella traduzione, ha conseguito quest’anno anche l’abilitazione all’insegnamento del tedesco nelle scuole superiori. Una seconda strada professionale che intende coltivare senza rinunciare al sogno principale di affermarsi nel settore della traduzione editoriale.
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