Il TPE – Teatro Piemonte Europa presenta Guerra, la stagione 2026/27 che prosegue il percorso triennale dedicato alle Persone e alle Identità. Dopo Mostri, che ha esplorato le ombre interiori dell’essere umano, il nuovo cartellone affronta la guerra non come semplice fatto storico o geopolitico, ma come dispositivo che altera, deforma e rivela ciò che accade ai corpi, alle coscienze e alle relazioni quando la violenza irrompe nella vita.
Così il direttore Andrea De Rosa: “Di fronte al massacro non ci sono vincitori. Non ce ne saranno mai”. Una dichiarazione che orienta l’intera stagione, costruita come un’indagine lucida e crudele sulle metamorfosi dell’essere umano immerso nel conflitto.

Si interroga il presente
Il TPE arriva a questa nuova stagione forte di un percorso riconosciuto a livello nazionale. Il presidente Giulio Graglia sottolinea la crescita del pubblico (+6% complessivo, con il 15% di under 30) e la solidità di una linea artistica che privilegia temi forti e coerenti. Il teatro, afferma, “non somiglia a un mercato del divertimento, ma a un libro”, un luogo di riflessione e ricerca.
L’apertura: Sieni e De Rosa tra danza e tragedia
La stagione si apre dal 3 all’8 novembre con Preghiera. Tempi di guerra di Virgilio Sieni, produzione TPE in prima assoluta. Una coreografia che trasforma la danza in gesto politico e comunitario: non un combattimento, ma un atto di resistenza intima, fatto di contatto, vicinanza e cura. Dal 18 al 29 novembre debutta invece la nuova regia di Andrea De Rosa, Guerra civile, ispirata alla Pharsalia di Lucano. Un affondo nella guerra intestina tra Cesare e Pompeo, dove il conflitto diventa frattura morale e collasso della Repubblica.

Colpa, identità e memoria
Il mese di dicembre concentra alcuni dei titoli più forti della stagione: Quinto: non uccidere (1–6 dicembre), di Massimiliano Civica, ispirato a Broken Lullaby di Lubitsch: un soldato cerca perdono dai genitori del nemico che ha ucciso. Oscar (8–9 dicembre), regia di Antonio Latella, dedicato alla figura storica che ha ispirato Lady Oscar, divisa tra ordine militare, amore e giustizia. Sherpa (11–13 dicembre), di Giorgina Pi, che rilegge il G8 di Genova come una guerra civile europea. LEO – L’unica arte è un pugno (17–20 dicembre), di Girolamo Lucania, sulla vita del pugile Leone Iacovacci, corpo attraversato da storia, razza e violenza. Heroes (26–31 dicembre), di Caterina Mochi Sismondi, dove il clown incontra il tema bellico in un cortocircuito tra leggerezza e devastazione.

Tragedie, genealogie spezzate e nuove scritture
Il 2027 si apre con il ritorno di Dracula (14–31 gennaio), spettacolo cult di De Rosa, che sarà riallestito anche al Teatro della Pergola di Firenze. A seguire sdisOrè (2–21 febbraio), monologo tratto da Testori, dialogo con l’Orestea. Orestea (17–28 febbraio), regia di Carmelo Rifici, presentata in due blocchi con possibilità di maratone. La Festa (9–14 febbraio), di Leonardo Manzan, nato da una residenza in Georgia, tra ironia e tensione politica. Lasciami andare, madre (6–14 marzo), regia di Valter Malosti, dal romanzo di Helga Schneider: una figlia di fronte alla madre collaborazionista nazista. I Persiani (16–21 marzo), di Anagoor / Simone Derai, tragedia vista dal punto di vista dei vinti. Madre Coraggio e i suoi figli (1–11 aprile), riscrittura di Paola Rota e Alessandro Paschitto, che immagina l’opera come un film mai realizzato da Brecht. La futura classe dirigente (13–14 aprile), di Caterina Marino, costruito su interviste a bambini e adolescenti: un futuro già abitato da paure e incertezze. Ruvido Umano (22–23 aprile), rito vocale e musicale di Mariangela Gualtieri con l’artista torinese Lemmo.

Il teatro come gioco e partecipazione
Il mese di maggio è dedicato a dispositivi scenici partecipativi: Risiko! (4–30 maggio), di Alessandro Paschitto, trasforma il Teatro Astra in un grande tabellone di gioco, tra strategia e desiderio di conquista. La tribù del calcio balilla (14–30 maggio), di Michele Eburnea e Rocco Placidi, dove il biliardino diventa campo di battaglia simbolico delle nostre identità.
Oltre la stagione
Il Tpe conferma e amplia i suoi progetti: Palcoscenico Danza, diretto da Paolo Mohovich, interamente dedicato al tema della guerra; Festival delle Colline Torinesi, dal 6 al 18 ottobre, con undici prime nazionali; Metamorfosi, progetto per famiglie ispirato a Ovidio; Porte Aperte, rassegna dedicata alle compagnie del territorio e agli artisti under 35.
Info
Abbonamenti disponibili dall’11 giugno; Biglietti dal 15 settembre
Teatro Astra, via Rosolino Pilo 8, tel. 0115634352, www.fondazionetpe.it – tpeteatroastra.it























