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Cultura e spettacoli | 10 settembre 2026, 12:24

Fan Ho a Palazzo Barolo: oltre cento scatti raccontano la Hong Kong del fotografo cinese

Fino al 10 gennaio

Fan Ho a Palazzo Barolo: oltre cento scatti raccontano la Hong Kong del fotografo cinese

Palazzo Falletti di Barolo di Torino ospita, dall’11 settembre al 10 gennaio 2027, la mostra FAN HO. Il maestro della fotografia di Hong Kong, antologica inedita in Italia dedicata al maestro cinese della street photography.

L’esposizione è prodotta e organizzata da Ares in collaborazione con Blue Lotus Gallery (Hong Kong), e realizzata con il patrocinio di Torino Metropoli.

Curata da Elisa Maupas e Sarah Van Ingelgom, la rassegna si compone di oltre cento fotografie, perlopiù in bianco e nero, che ripercorrono la carriera di Fan Ho (1931–2016), autore che attraverso una ricerca estetica in bilico tra realismo e astrazione ha rappresentato lo scenario e la vita urbana di Hong Kong.

“La prima mostra di Fan Ho in Italia rappresenta un’importante occasione per riscoprire la straordinaria ricerca di un artista che ha saputo coniugare rigore formale e sensibilità poetica - dichiara Edoardo Accattino, amministratore Ares Srl. Attraverso un uso magistrale della luce, dell’ombra e della stampa fotografica, Fan Ho ha sviluppato un linguaggio personale e riconoscibile, capace di restituire immagini di grande intensità e di rara armonia. Presentare oggi la sua opera a Torino significa valorizzarne la rilevanza nel panorama della fotografia del Novecento e offrirne al pubblico una lettura organica e approfondita”.

“Radicate nel passato di Hong Kong - affermano le curatrici della mostra, Elisa Maupas e Sarah Van Ingelgom - le fotografie di Fan Ho raccontano una comunità in trasformazione, plasmata dai gesti quotidiani, dal lavoro e dalla resilienza. Le sue immagini continuano a parlare a generazioni e geografie diverse, mostrando come l’osservazione documentaria possa trasformarsi in poesia e come la strada possa diventare uno spazio di emozione, memoria e immaginazione”.

Fan Ho ha saputo cogliere una visione suggestiva della brulicante metropoli cinese, trasformando le sue strade e i suoi vicoli affollati in quadri meditativi popolati da figure solitarie. “Ogni foto offre una piccola finestra attraverso la quale si vede e si prova ciò che il fotografo ha visto e provato”, affermava l’autore, dichiarando la sua predilezione per una fotografia dove la resa artistica è sempre coniugata al rispetto della sensibilità dei soggetti rappresentati e di chi li immortala.

Facchini, venditori ambulanti e bambini che giocano tra le strade sono tra le figure più ricorrenti nella sua opera, intesa a catturare lo spirito più autentico della città, descrivendo la fatica e la resilienza dei suoi abitanti, piuttosto che documentare gli anni tumultuosi di una città in transizione.

Sotto l’aspetto formale, i lavori di Fan Ho si distinguono per l’applicazione dei principi di composizione pittorica alla fotografia, in particolare l’attitudine alla sintesi geometrica. Immerso nel contesto urbano, l’artista non si limitava a cogliere l’istante di una scena, ma cercava di costruirgli attorno una cornice strutturale in grado di trasformare gli elementi architettonici circostanti in trame astratte. Parallelamente, dal punto di vista tecnico, Fan Ho sfruttava sapientemente gli effetti di controluce e i chiaroscuri, così da accentuare l'atmosfera fumosa delle strade e far emergere misteriose sagome bianche o silhouette scure dalla penombra.

Il fotografo operava sul doppio binario della “composizione di prima mano”, da realizzare al momento dello scatto, e della “composizione di seconda mano” in camera oscura. Il fotoritocco, e in particolare il ritaglio del negativo, sono pratiche che Fan Ho considerava vitali per ricomporre l’immagine, esaltando linee e volumi a scapito degli elementi superflui, o per manipolarne i toni e conferire alle scene un’aria di mistero. La fotografia, come il cinema, a cui dedicherà la sua lunga carriera, nasce non solo durante le riprese, ma anche in camera oscura.

Scatti come Pattern e A Play of Light and Shadow, per esempio, mostrano la contrapposizione tra direttrici verticali e orizzontali, evocando un ritmo quasi musicale, dove la realtà fisica della città diviene pretesto per una pura costruzione formale. In Different Directions, la gestione della luminosità trasfigura la strada in un palcoscenico urbano, mentre in Controversy la tonalità scura riduce le persone a sagome, accentuando il rigore geometrico dei binari e della composizione. In mostra, tra le altre opere, anche due delle fotografie più note di Fan Ho, Approaching Shadow e Street Scene, sintesi della sua ricerca formale ed estetica e capaci di cristallizzare l’universalità dell’esperienza umana nella cornice di una Hong Kong senza tempo.

comunicato stampa

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