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Cronaca | 01 ottobre 2026, 07:27

Valanghe di rifiuti nel letto e sulle sponde dello Stura: "Servono pulizie straordinarie" [VIDEO]

La secca del torrente svela il degrado, la Circoscrizione 6 si appella a Comune e Regione ma il cortocircuito burocratico frena gli interventi

Valanghe di rifiuti nel letto e sulle sponde dello Stura

Valanghe di rifiuti nel letto e sulle sponde dello Stura

Materassi marci, resti di vecchi bivacchi, macerie abbandonate e una distesa di tronchi che sembra attendere soltanto la prima vera piena autunnale per trasformarsi in una minaccia idraulica. Nel tratto che va da corso Giulio Cesare, proprio a ridosso dell'ex Tossic Park, fino alla Diga del Pascolo, lo Stura non sembra più un torrente ma - tanto per cambiare - una vera e propria discarica a cielo aperto. 

La straordinaria magra di queste settimane, che ha ridotto il fiume a un filo d'acqua, ha spalancato le porte a uno scenario di profondo degrado, restituendo un’immagine ingenerosa ma reale delle sponde. Quella che avrebbe dovuto rappresentare una finestra d’oro per intervenire con macchinari e bonificare l'alveo prima delle piogge previste da Arpa Piemonte per metà ottobre rischia però di trasformarsi nell'ennesima occasione persa, mentre il livello dell'acqua si prepara a salire e a trascinare a valle tonnellate di rifiuti accumulati.

Gli stessi rifiuti che per anni hanno trovato casa sulle sponde delle vecchie baraccopoli di via Germagnano e di lungo Stura Lazio, impossibili da rimuovere perché a picco sul torrente. E lì sono rimasti, precipitando poco a poco nello Stura.

Il groviglio delle competenze amministrative

Nel mirino un intricato nodo burocratico e di spartizione delle competenze istituzionali. La regola stabilisce infatti che se un tronco o un detrito di ampie dimensioni si incastra sulla pila di un ponte, come accade regolarmente al Ponte Amedeo VIII in strada Settimo, l'intervento di rimozione è a carico del Comune di Torino; se invece il materiale giace direttamente sul letto fluviale o lungo le aree golenali, la responsabilità passa direttamente alla Regione Piemonte. Questa frammentazione paralizza la macchina dei soccorsi ambientali, come emerso con chiarezza nel corso della Commissione Ambiente della Circoscrizione 6. 

Qui la coordinatrice all’Ambiente Giulia Zaccaro ha ricordato quanto sia fondamentale tutelare la continuità ecologica delle sponde tra terra e acqua, lamentando l'assenza di riscontri ufficiali ai tentativi di regolamentare le pulizie. "Il nostro obiettivo - precisa Zaccaro -, è quello di far uscire la manutenzione del fiume dalla logica dell'emergenza per farla rientrare in una programmazione ordinaria, della quale oggi non si conoscono nemmeno i costi stimati".

La protesta dei quartieri 

L'assenza di soluzioni concrete continua ad alimentare l'indignazione dei residenti e dei comitati. "La gestione dei corsi d'acqua è incontrollata da anni - così il vicepresidente della Circoscrizione 6, Luciano Speranza - E' assurdo che non si faccia nulla per porvi rimedio".

La tensione resta particolarmente alta tra i cittadini di Barca e Bertolla, dove anni fa è stata promossa una manifestazione di protesta proprio sulle campate del Ponte Amedeo VIII per denunciare lo stato di abbandono del torrente e i crescenti rischi idraulici per l'abitato. "Potrebbe essere opportuna l'organizzazione di giornate di pulizia volontaria con il supporto delle associazioni del territorio per recuperare almeno la minutaglia e i rifiuti plastici più piccoli" ha replicato la la consigliera del Pd, Isabella Martelli. 

Resta, però, l'urgenza di un piano d'azione coordinato per evitare che la prima vera piena dell'autunno trasformi la secca dello Stura in un'emergenza idrogeologica annunciata.

Philippe Versienti

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