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Economia e lavoro | 13 ottobre 2026, 07:00

Come riconoscere una statua simbolo di pace: gesti, figure e significati

Le statue della pace più famose: Nagasaki, Hiroshima, ONU, Ande, Ginevra, Monaco. Date, autori e significato di gesti e simboli

Come riconoscere una statua simbolo di pace: gesti, figure e significati

Tra le statue e i monumenti che simboleggiano la pace nel mondo figurano il Friedensengel di Monaco di Baviera, la Broken Chair di Ginevra, il Monumento alla Pace Universale di Nettuno, il Cristo Redentore delle Ande, al confine tra Argentina e Cile, e la Campana giapponese della pace presso le Nazioni Unite a New York.

Queste cinque opere rappresentano la pace attraverso linguaggi diversi: il ramo d'ulivo e la figura alata evocano una tradizione simbolica antica; una sedia mutilata denuncia le conseguenze della violenza; un bunker trasformato ricorda la guerra; una figura religiosa celebra la riconciliazione; una campana esprime la cooperazione tra i popoli.

Per riconoscere una statua simbolo di pace occorre osservare i gesti, gli oggetti raffigurati, i materiali e il contesto storico. Una stessa immagine può assumere significati differenti secondo il luogo e il momento in cui è stata realizzata. Alcuni monumenti celebrano una pace raggiunta attraverso la vittoria militare, altri invitano esplicitamente al disarmo o alla prevenzione dei conflitti.

Friedensengel: perché l'Angelo della Pace di Monaco rappresenta la vittoria e la pace?

Il Friedensengel, inaugurato a Monaco di Baviera il 16 luglio 1899, domina la Prinzregentenstraße dall'alto di un complesso monumentale di 38 metri, realizzato per commemorare la pace successiva alla guerra franco-prussiana del 1870–1871.

La figura principale è una statua in bronzo dorato alta circa sei metri, raffigurante una donna alata con una lunga veste drappeggiata. Le ali spiegate, il movimento delle pieghe e la postura avanzante conferiscono alla figura un'impressione di leggerezza, accentuata dalla luminosità della doratura.

Nella mano destra regge un ramo d'ulivo, simbolo tradizionale di pace, mentre nella sinistra sostiene una piccola raffigurazione di Atena, dea greca della sapienza e della guerra. Nonostante il nome, non rappresenta un angelo cristiano, ma si ispira alla Nike, divinità greca della vittoria.

La statua poggia su un'alta colonna corinzia, sostenuta da una struttura che richiama un tempio antico, decorata con mosaici dedicati alla guerra, alla vittoria, alla pace e alla prosperità culturale. Ai piedi del complesso si trovano una terrazza panoramica, scalinate e una fontana con putti su delfini.

Il monumento fu progettato dagli scultori tedeschi Heinrich Düll, Georg Pezold e Max Heilmaier, attivi nell'ambiente artistico monumentale di Monaco alla fine dell'Ottocento. La fusione bronzea fu affidata alla fonderia di Ferdinand von Miller.

L'opera riflette una concezione storica particolare: la pace come risultato della vittoria militare e della forza dello Stato, piuttosto che della rinuncia alla guerra.

Qual è il significato dell'Angelo della Pace? Il Friedensengel celebra una concezione della pace legata alla vittoria militare e alla stabilità politica successiva al conflitto. La figura alata e il ramo d'ulivo esprimono un ideale positivo, ma il riferimento alla vittoria ricorda che il monumento appartiene anche alla cultura politica della Germania di fine Ottocento.

 Broken Chair: come può una sedia spezzata diventare simbolo di pace?

Davanti al Palazzo delle Nazioni, a Ginevra, si innalza una gigantesca sedia di legno alta dodici metri, apparentemente ordinaria nella sua struttura, ma con una delle quattro gambe violentemente spezzata.

Realizzata in legno di Douglas, Broken Chair conserva le forme essenziali di una sedia tradizionale: uno schienale rettangolare, un sedile orizzontale e gambe robuste. L'assenza di una gamba introduce una frattura visiva che contrasta con la monumentalità dell'oggetto.

La scultura fu installata il 18 agosto 1997 su iniziativa di Handicap International, durante la campagna internazionale per il divieto delle mine antipersona, culminata nello stesso anno nel Trattato di Ottawa.

L'autore è Daniel Berset, artista svizzero nato a Bienne nel 1953, formatosi tra Ginevra e Londra. La sua attività comprende scultura, installazioni, disegno e sperimentazioni sulla percezione dello spazio.

Il progetto nacque da un'idea di Paul Vermeulen, mentre la realizzazione coinvolse il carpentiere Louis Genève e l'ingegnere Thomas Büchi.

Con un linguaggio essenziale e immediato, Broken Chair trasforma un oggetto quotidiano in un simbolo delle conseguenze della violenza armata. La gamba mancante evoca le mutilazioni causate dalle mine e dalle armi esplosive. La sua collocazione davanti a una delle principali sedi diplomatiche mondiali trasforma la scultura in un appello rivolto agli Stati affinché proteggano le popolazioni civili. 

Che cosa simboleggia la gamba spezzata? La parte mancante ricorda le persone che hanno perso gli arti a causa delle mine e di altre armi esplosive. La sedia, pur danneggiata, continua a stare in piedi: un'immagine che unisce la denuncia della violenza alla dignità e alla resilienza delle vittime.

Nel tempo, Broken Chair è diventata un riferimento anche per le campagne contro le munizioni a grappolo e per il sostegno alle persone colpite dai conflitti armati.

 Monumento alla Pace Universale di Nettuno: perché trasformare un bunker in un'opera d'arte?

Sulla Riviera Guido Egidi, a Nettuno, il Monumento alla Pace Universale rappresenta un esempio di trasformazione artistica di una struttura militare.

Realizzato nel 1976 su iniziativa del Lions Club Anzio-Nettuno, incorpora un bunker tedesco della Seconda guerra mondiale, trasformato in una gigantesca testa di guerriero rivolta verso il mare.

La composizione presenta un aspetto ruvido e irregolare. L'elmo è costruito assemblando materiali metallici recuperati sulla costa: lamiere, frammenti ferrosi, carrucole, boe e resti di attrezzature belliche. Le superfici consumate e le saldature visibili accentuano il carattere drammatico dell'opera.

Il suo autore, Amerigo Tot (1909–1984), nacque in Ungheria con il nome di Imre Tóth. Studiò al Bauhaus, entrando in contatto con le avanguardie artistiche europee, e si trasferì in Italia dopo l'ascesa del nazismo. Tra le sue opere più note figura il fregio della stazione Termini di Roma.

Il monumento sorge vicino ai luoghi dello sbarco alleato di Anzio e Nettuno del 1944. La scelta di riutilizzare un bunker e materiali bellici assume quindi un significato preciso: trasformare ciò che serviva alla guerra in una testimonianza contro la sua ripetizione. 

Perché il guerriero di Nettuno è un simbolo di pace? Il suo significato deriva soprattutto dalla trasformazione dei materiali. Un bunker destinato alla guerra diventa un monumento pubblico; ciò che un tempo serviva alla difesa militare viene riutilizzato per ricordare le conseguenze dei conflitti.

A differenza delle allegorie classiche, quest'opera non raffigura la pace come una figura ideale. La rappresenta attraverso la trasformazione concreta di un luogo e degli oggetti lasciati dalla guerra.

Cristo Redentore delle Ande: una statua può celebrare la pace tra due nazioni?

In alta quota, lungo il confine tra Argentina e Cile, il Cristo Redentore delle Ande celebra la soluzione pacifica delle controversie territoriali tra i due Paesi.

Inaugurata il 13 marzo 1904, la statua bronzea raffigura Cristo in piedi sopra un globo terrestre, con una lunga tunica dalle pieghe verticali. La mano sinistra sostiene una croce, mentre il braccio destro è sollevato in un gesto di benedizione.

La figura poggia su un massiccio basamento di granito. La composizione è caratterizzata da una frontalità solenne, mentre l'isolamento del monumento tra le montagne accentua il suo valore simbolico.

L'opera fu realizzata dallo scultore argentino Mateo Rufino Alonso (1878–1955), formatosi a Buenos Aires e successivamente a Barcellona, dove approfondì la tradizione della scultura figurativa europea.

Tra i promotori dell'iniziativa figuravano il vescovo Marcolino Benavente e Ángela de Oliveira Cézar. Il monumento ricorda gli accordi diplomatici del 1902, che contribuirono a scongiurare un conflitto tra Argentina e Cile.

Che cosa rappresenta il Cristo Redentore delle Ande? La mano benedicente esprime un messaggio di riconciliazione, mentre la posizione sul confine trasforma la statua in un riferimento condiviso da due nazioni.

Il ricorso al bronzo dei cannoni aggiunge un secondo livello simbolico: anche in questo caso, un materiale associato alle armi viene trasformato in un messaggio di pace.

 Japanese Peace Bell: perché una campana è considerata un monumento alla pace?

Nei giardini della sede delle Nazioni Unite a New York si trova la Campana giapponese della pace, donata ufficialmente all'organizzazione l'8 giugno 1954.

A differenza delle altre opere, il suo messaggio non dipende da una figura umana, ma da un oggetto rituale e dal suo suono.

La campana presenta un corpo metallico dalla forma tradizionale giapponese, decorato con caratteri che esprimono un augurio di pace mondiale. È sospesa all'interno di un piccolo padiglione in legno di cipresso giapponese, la cui architettura richiama un edificio religioso.

Fu concepita da Chiyoji Nakagawa, giapponese sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale e impegnato nella promozione della pace. La fusione, eseguita nel 1952 dalla fonderia Tada, utilizzò anche monete raccolte in numerosi Paesi, rendendo l'oggetto un simbolo concreto di partecipazione internazionale.

Qual è il significato della Campana giapponese della pace? 

Le monete provenienti da numerosi Paesi rappresentano il contributo collettivo a un ideale comune. Il suo suono, che si diffonde oltre i confini dello spazio in cui si trova, diventa invece una rappresentazione simbolica della solidarietà internazionale.

La Campana giapponese della pace ricorda inoltre che non tutti i monumenti pacifisti sono statue nel senso tradizionale del termine: alcuni affidano il loro messaggio a oggetti, rituali e pratiche condivise.

 Quali monumenti offrono una visione più completa del significato della pace?

Non esiste un'unica immagine universale della pace. Ogni monumento ne evidenzia una dimensione, influenzata dalla storia, dalla cultura e dagli obiettivi di chi lo ha realizzato.

Per comprendere questo linguaggio nel modo più equilibrato, è utile osservare insieme il Friedensengel di Monaco, legato alla pace dopo una vittoria militare; Broken Chair, dedicata alla protezione dei civili; il Monumento alla Pace Universale di Nettuno, che trasforma la memoria della guerra; il Cristo Redentore delle Ande, simbolo di riconciliazione diplomatica; e la Campana giapponese della pace, espressione di cooperazione internazionale.

Considerate insieme, queste opere mostrano che la pace non coincide soltanto con la fine delle ostilità, ma comprende anche la prevenzione della violenza, la memoria delle vittime e la capacità delle società di costruire relazioni durature.

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