Le risorse per la cura e la salute delle persone sono state al centro della due giorni a Bruxelles del presidente Cirio e dell’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi.
Oggi pomeriggio, il presidente e l’assessore hanno poi incontrato, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto per un approfondimento complessivo sui fondi europei.
Durante l’incontro il presidente e l’assessore hanno presentato al vicepresidente Fitto lo stato di avanzamento dei programmi di spesa dei fondi della Coesione europea e evidenziato l’impostazione che il Piemonte intende assumere nell’ultimo anno di questa programmazione e in vista di quella nuova che partirà nel 2028.
La strategia è stata illustrata anche ai funzionari della Commissione nelle diverse riunioni tecniche che si sono svolte ieri e oggi dedicate in particolare a cura e sociale.
In particolare, il presidente e l’assessore hanno illustrato ai funzionari della Commissione i dettagli e lo stato di avanzamento della misura Protezione sociale, avviata dalla Regione Piemonte come misura sperimentale e unica in Italia, che ci ha permesso di assegnare ai gestori delle Rsa e delle strutture per la non autosufficienza 18 milioni di euro e di finanziare 23 mila piani personalizzati di cura.
“Abbiamo illustrato i numeri dell’attuazione di Protezione sociale, e abbiamo avuto la conferma della possibilità di reiterarla, rendendola strutturale nella nuova programmazione europea 2028-2034. Protezione sociale sarà infatti parte integrante del piano per l’assistenza agli anziani a cui stiamo lavorando anche insieme all’assessorato al Welfare per cui ha la delega il vicepresidente Maurizio Marrone, coinvolgendo operatori e realtà del settore, e che vedrà un importante momento di confronto nell’evento che si svolgerà il 30 ottobre a Torino”. - dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Riboldi
Durante gli incontri sono stati poi approfonditi i dati dell’Istat secondo cui sono 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato alle cure, di cui 3 milioni per motivi economici.
E se è vero che le risorse per la sanità non possono trovare copertura da parte dell’Europa, emerge tuttavia in modo chiaro che il “debito di salute”, che si riscontra da decenni nella sanità italiana e che si è aggravato con il Covid, rischiano di pagarlo per lo più le persone che si trovano in fragilità socio economica. Da qui la richiesta, avanzata dalla Regione Piemonte, unica in Italia, di poter accedere alle risorse del Fondo sociale europeo per queste categorie di persone con l’obiettivo di ridurre i tempi d’attesa per visite ed esami.
"In questi giorni abbiamo avviato un proficuo confronto con Bruxelles su questo punto, con una serie di incontri di tenore giuridico - dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Riboldi – per impostare una misura innovativa rivolta alle persone più fragili che avrà effetti sul recupero i tempi per visite ed esami – aggiungono il presidente Cirio e l’assessore Riboldi – all’interno di un più vasto piano di riduzione delle liste d’attesa. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane con l’obiettivo di presentare la misura al Consiglio di sorveglianza del Fondo sociale previsto a Torino il 18 e 19 novembre per poi avviare l’iter di approvazione da parte della Commissione".














