"Fallisce clamorosamente la spallata in Corte Costituzionale delle sinistre che cercavano di riempirci le case popolari di stranieri senza lavoro": ad annunciarlo è il Vicepresidente della Regione Piemonte e assessore alla Casa Maurizio Marrone, commentando la sentenza depositata in data odierna dai giudici della Corte Costituzionale.
"Niente pronuncia di incostituzionalità, sospensione del giudizio, che inizialmente avevamo perso in primo grado, e rinvio alla Corte di Giustizia europea per verificare che la legittima facoltà dell'Italia e del Piemonte di derogare alla parità di trattamento tra immigrati lavoratori e non lavoratori sia abbastanza esplicita nella legislazione italiana. Con l'invio della legge Fini-Bossi al giudizio della corte del Lussemburgo, le nostre politiche piemontesi della casa diventano la trincea europea della battaglia contro l'immigrazionismo selvaggio”.
"La Corte costituzionale, con l’ordinanza n. 175 del 2026, infatti non ha dichiarato incostituzionale il requisito del lavoro previsto dalla normativa piemontese per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica da parte dei cittadini extracomunitari. La decisione conferma che la direttiva europea afferma la piena legittimità di una deroga legislativa alla parità di trattamento già introdotta dalla legge Fini Bossi, poi confermata dalla relazione illustrativa del decreto legislativo che ha recepito la direttiva europea nell'ordinamento italiano, la quale per passate sentenze della Cassazione costituisce intentio legis valida per interpretare la legge stessa", conclude Marrone.














