"Sono appena uscito da un sopralluogo al carcere minorile di Torino Ferrante Aporti. Innanzitutto bisogna dire che è pieno: 48 detenuti di cui la maggior parte minorenni e 20 giovani adulti dai 18 ai 24 anni. La maggior parte di loro è straniera, per lo più di origine magrebina. I reati più frequenti sono contro la proprietà. 4 sono invece i ragazzini in questo momento al Centro di prima accoglienza. La struttura è molto vecchia e avrebbe bisogno di una palestra nuova, ma anche di più contatti con la società civile e promiscuità con l'esterno, piu videochiamate, più musica e occasioni che aiutino i ragazzi a tenere vive le relazioni col mondo fuori. Ma il tema vero è che per persone così giovani bisognerebbe sempre trovare il modo di applicare pene alternative e ridurre al minimo la detenzione. Altro che nuove carceri e giovani adulti spostati nelle galere vere e proprie, come vorrebbe Nordio": lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera Marco Grimaldi all'uscita dell'Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti.
"Molti di loro ci hanno parlato di razzismo, di quanto sia assurdo per chi è nato qui non avere la cittadinanza e sentirsi trattato diversamente, minacciato di remigrazione verso luoghi che neanche conosce. Per quanto riguarda gli arrestati per i fatti dei giorni scorsi, sono ragazzini giovanissimi, spaesati e di cui ho percepito la paura e la fragilità, non certo un tratto eversivo. Dico semplicemente che va data loro una possibilità, forse la prima. Servono occasioni di riscatto e l'opportunità di una vita piena, non altre sbarre", conclude Grimaldi.
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