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Cultura e spettacoli | 01 novembre 2026, 15:54

"Derive" e "Art beat": il Mau porta l'arte contemporanea e ambientale allo Spazio Garino

Doppia esposizione fino al 14 novembre con le opere di Gianni Depaoli e Mirco Andreis

"Derive" e "Art beat": il Mau porta l'arte contemporanea e ambientale allo Spazio Garino

Un dialogo profondo tra le trasformazioni dell'ambiente e i movimenti della vita interiore. Fino al 14 novembre 2026, il Mau - Museo d’Arte Urbana di Torino propone un'intensa doppia programmazione culturale ospitata nello Spazio Garino di via Rocciamelone 1. L'esposizione si svolge in contemporanea con la mostra Art beat. L'elettrocardiogramma dell'anima di Mirco Andreis, dando vita a un percorso in cui la materia e la luce si incontrano, esaltato anche da alcune opere nate dal sodalizio artistico tra i due autori e visibili all'interno della Galleria del Mau.

"Derive": le pelli di scarto e la denuncia ecologica di Gianni Depaoli

Il cuore del progetto firmato da Gianni Depaoli, intitolato Derive, prende avvio da ciò che resta. L'artista recupera pelli di scarto ittico rielaborandole insieme a cementi e terra cruda, trasformandole in superfici espressive in grado di restituire le tensioni del presente. Le pieghe, le trasparenze e le lacerazioni custodiscono la memoria degli organismi e accendono i riflettori sulla fragilità ecologica: il surriscaldamento dei mari, l'inquinamento, l'accumulo di plastica e le conseguenze della desertificazione e della cementificazione.

«Dall'edibile che nutre il corpo, all'arte che nutre lo spirito»: attraverso questa chiave di lettura, la pelle diventa traccia biologica ed evoca al tempo stesso la vulnerabilità umana. Il concetto di deriva si estende così ai rapporti sociali, alla violenza di genere e alle discriminazioni, cucendo insieme le ferite degli ecosistemi e quelle delle persone.

Un museo diffuso tra le vie del quartiere

Con questa doppia proposta, curata con l'allestimento di Alberto Garino e il vernissage inaugurale tenutosi sabato 24 ottobre, il Mau rinnova la sua vocazione di ponte tra gli spazi espositivi al chiuso e il museo a cielo aperto. Il pubblico è invitato a muoversi liberamente tra le sedi e le strade del quartiere, seguendo un itinerario in cui le opere custodiscono le tracce del mondo.

La mostra allo Spazio Garino è visitabile il lunedì al giovedì su appuntamento telefonico (333-5427256), e il venerdì e sabato dalle 17 alle 19.

Redazione

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