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Attualità | 18 marzo 2017, 19:07

Un corteo per Torino chiede interventi contro l’emergenza abitativa

I “Movimenti di lotta per la casa” hanno richiamato oltre 300 persone per protestare soprattutto contro Atc e Giorgio Molino. Critiche alla Giunta Appendino

Un corteo per Torino chiede interventi contro l’emergenza abitativa

Oltre trecento persone hanno attraversato il centro di Torino per manifestare contro l’emergenza abitativa, in particolare contro l’Atc e contro il noto immobiliarista Giorgio Molino. Sotto il nome di “Movimenti di lotta per la casa” si sono ritrovati diversi comitati torinesi che si battono per il diritto all’abitare o che cercano di auto-organizzarsi in uno spazio occupato, tra loro lo Spazio Neruda e alcuni abitanti dell’Ex Moi. Per lo più si trattava di famiglie e migranti per una manifestazione che è stata molto pacifica.
Il corteo è partito da piazza Carlo Felice e ha attraversato piazza CLN, dove ha piegato verso via XX settembre fino a raggiungere piazza Castello. In piazza anche alcuni comitati di quartiere, come quello di Vallette-Lucento, che soprattutto nelle periferie torinesi protestano contro gli sfratti e occupano alcune abitazioni.

“Vogliamo un modello di città diverso – ha spiegato Luca, dei Movimenti di lotta per la casa – e sappiamo che il cambiamento sociale non arriva mai dall’alto, ma viene spinto da proteste dal basso. Siamo contrari alla svendita di pezzi di territorio a enti e individui che poi sottraggono risorse ai singoli individui”.
Il riferimento è soprattutto ai maxi conguagli dell’Atc, che nelle scorse settimane ha recapitato a diversi inquilini bollette di migliaia di euro per il mancato pagamento delle utenze. I provvedimenti, discussi anche in Consiglio regionale, vanno a colpire, stando a quanto denunciano i comitati, soprattutto gli inquilini soggetti a “morosità incolpevole”, cioè quelli che non pagano perché hanno perso il lavoro e non hanno più entrate economiche.
Ma c’è anche una forte critica alla nuova Giunta comunale, che dall’elezione di Chiara Appendino non avrebbe mai spinto abbastanza verso quel cambiamento necessario in materia di emergenza abitativa. “Bisogna smettere – ha aggiunto Luca – di regalare immobili ai palazzinari. La Giunta deve ascoltare il malcontento delle persone. Questa manifestazione è solo l’inizio”. 

Al corteo ha preso parte una nutrita rappresentanza dell’Ex Moi, che nelle ultime settimane è stato al centro delle cronache per l’interessamento del Comune di Torino e di Compagnia di San Paolo. È stato nominato un project manager che è già al lavoro per trovare una soluzione alla difficile situazione delle palazzine olimpiche, all’interno delle quali vivono oltre 1300 persone.
“Comune e Compagnia di San Paolo – ha spiegato Nicolò, del Comitato di solidarietà Ex Moi – hanno parlato di tempistiche poco realistiche, dato che ipotizzavano di sgomberare una palazzina entro la primavera. Oggi i ragazzi (una cinquantina, ndr) sono venuti in piazza perché vogliono che si discuta di inserimento lavorativo, non solo abitativo. Se trovassero lavoro, infatti, se ne andrebbero dall’Ex Moi con le loro gambe”. Il dialogo con il Comune, almeno nel caso dell’ex villaggio olimpico, sembra andare avanti.
La presenza di alcuni occupanti dell’Ex Moi aveva anche l’intento di portare in piazza le istanze di chi protesta contro il nuovo decreto Minniti, soprattutto per l’annullamento del secondo grado di giudizio per le richieste di asilo rifiutate.

Le banche e le fondazioni bancarie sono state il bersaglio di gran parte degli slogan scanditi durante il corteo. In piazza Carlo Felice, alla partenza, è stato imbrattato uno dei nuovi infopoint inaugurati ieri, con una scritta contro la Fondazione CRT (che ha finanziato i nuovi uffici), mentre in piazza Castello, all’arrivo, il bersaglio delle bombolette è stato il totem celebrativo dei 150 anni di storia de “La Stampa”.
Durante gli spostamenti sono poi state attaccate diverse locandine per pubblicizzare un’analoga manifestazione prevista il 25 marzo a Roma, mentre la sede della BNL in via XX Settembre, al Portone del Diavolo, è stata “impacchettata” con del cellophane sul quale è stato scritto uno slogan contro le banche.
In generale, l’obiettivo era quello di puntare l’attenzione sull’emergenza abitativa, vista non come un fastidio da rimuovere ma come un problema da affrontare di concerto con i soggetti direttamente coinvolti sul territorio.

Paolo Morelli

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