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S. Rita / Mirafiori | 16 maggio 2019, 09:57

I genitori della scuola "Vidari" non si arrendono: "Manteniamo l'unico presidio per il quartiere"

Questa sera si discuterà del futuro dell'istituto durante il consiglio della Circoscrizione 2. A rischio l'attivazione della classe prima per il prossimo anno, a causa del basso numero di iscritti

I genitori della scuola "Vidari" non si arrendono: "Manteniamo l'unico presidio per il quartiere"

Sarà discussa questa sera durante il consiglio della Circoscrizione 2, la situazione della scuola primaria “Giovanni Vidari”, in via Collino 12, che rischia la chiusura, per il prossimo anno scolastico, dell’unica classe prima attiva. Alla base, il calo di alunni registrato ormai da tempo, con soli sedici iscritti per settembre, insufficienti a formare una nuova sezione secondo le norme ministeriali.

Circa un mese fa è partita la mobilitazione delle famiglie, con tanto di festa di quartiere e assemblea pubblica, il 15 aprile, per fare il punto della situazione e testimoniare l’importanza della scuola per l’intera comunità di cittadini. Parallelamente, è già stata firmata una petizione da oltre 650 genitori.

Di fatto, se la sezione venisse effettivamente soppressa, le famiglie sarebbero costrette a mandare i figli alla scuola “Mazzarello”, a circa 2 chilometri di distanza. Ma il timore più sentito resta l’abbandono e il disagio sociale in una zona di Mirafiori a forte densità popolare multietnica, dove prevalgono i nuclei familiari con disagi economici o di integrazione.

Tutte problematiche emerse nel corso di un incontro tenutosi nell’Ufficio Scolastico di Torino lo scorso 7 maggio, alla presenza, tra gli altri, dell’assessor comunale ai servizi educativi Antonella Di Martino. “Con un'unica sezione, se si interrompesse il ciclo, è facile prevedere che in pochi anni la scuola verrebbe chiusa”, sottolinea Manuela Lamberti, una delle mamme della “Vidari”. “La scuola rappresenta nel quartiere ormai l’unico presidio. Se venisse a mancare, tutta la zona delle case popolari da corso Orbassano a corso Agnelli subirebbe gli effetti della disgregazione sociale, mentre negli anni l’istituto ha lavorato molto per favorire la coesione della comunità”.

“Inoltre – aggiunge –, è diffuso il pregiudizio rispetto alla forte presenza di bambini stranieri nella scuola, che rallenterebbero l’apprendimento degli altri alunni. Gli allievi attualmente frequentanti provengono da quindici nazionalità differenti, ma questo, al contrario è visto da tutti come arricchimento”.

Ora la richiesta delle famiglie è di mantenere cinque sezioni tra i due plessi dell’istituto comprensivo. Le soluzioni proposte dalla dirigenza scolastica sarebbero invece o di attivare quattro sezioni alla “Mazzarello” e nessuna alla “Vidari”, oppure optare per un “3+1”, con una classe poco numerosa (di circa 15 bambini) nella seconda, dove portare avanti un progetto di inclusione per i bambini disabili.

“Con il numero di 90 bambini iscritti – conclude la signora Lamberti - si potrebbero formare cinque classi da diciotto, anche con alunni disabili, permettendo, così lo sviluppo di un serio progetto inclusivo per tutti”.

Sul tema sono intervenuti, in Circoscrizione 2, Michele Mastrogiacomo (PD) e Claudio Monaco (Moderati), che in sede consiliare chiederanno conto del futuro della scuola, ribadendo l’importanza del presidio per il bene dell’intero quartiere.

Manuela Marascio

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