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Nuove Note | 21 luglio 2019, 06:00

Ollapanini: oscilliamo tra l’esistenzialismo e il carnevalesco

La loro poetica ha un sapore agrodolce perché prende le mosse da una postura esistenzialista seppur carnevalesca

Ollapanini: oscilliamo tra l’esistenzialismo e il carnevalesco

La Ollapanini è il progetto musicale di tre ex-coinquilini, dell’amico che dormiva sul divano e di suo cugino “che ci sa fare”. La loro poetica ha un sapore agrodolce perché prende le mosse da una postura esistenzialista seppur carnevalesca. Dopo l'ideazione del primo concept album entra a far parte della band "La Bandiera", il quinto elemento e chitarra solista che introduce nuove sonorità potenziando lo spirito scanzonato e rimanendo fedele alla proposta giocosa della band. Così nasce il secondo album con suoni psichedelici e tematiche più calate nel contrasto quotidiano tra paura e disgusto.

 

Ollapanini, cosa vuol dire questo nome?

Ollapanini é un termine che veniva usato da alcuni frati francescani spagnoli del Seicento, quando accoglievano i pellegrini stanchi e affamati alle porte delle città dell'entroterra spagnole lanciando pane e prosciutto. Erano in netta contrapposizione con le direttive della chiesa di Roma quindi atto di ribellione e spregiudicatezza contro i dogmi papali.

 

Le prime canzoni erano delle cover e delle parodie, come siete passati da questa fase a quella degli inediti?

Il passaggio dalle cover agli inediti è stato naturale, un'evoluzione inevitabile delle dinamiche tra le influenze dei vari membri della band e i modi di esprimersi a cui ognuno era più avvezzo. Già i primi riarrangiamenti parodici erano in realtà a volte così lontani dall'originale, per atmosfere e completo stravolgimento del testo, che non sempre il pezzo all'origine del viaggio era riconoscibile una volta arrivati alla meta. Senza contare poi che alcuni dei brani reinterpretati erano già a loro volta cover di cover, via via risalendo la corrente fino alla prima scimmia con due bastoni che ha depositato un groove alla Siae della giungla.

Diciamo che in linea di massima il motto compositivo è "Everything is a remix": per prima cosa copiamo, poi scomponiamo negli elementi minimi, e infine ricombiniamo le varie parti, un po' come farebbe il team di Blob (o forse, con più modestia, un canale di YouTube Poops).

 

La vostra poetica ha un sapore agrodolce, cosa vuol dire e perchè?

La nostra poetica ha un sapore agrodolce perché prende le mosse da una postura esistenzialista seppur carnevalesca. In soldoni ci guardiamo intorno e non troviamo una verità che stia in piedi, una narrazione (per dirla con Barthes) che dopo una più o meno attenta analisi non risulti ridicola e vuota. Eppure, abbiamo smesso di abbatterci e vedere in questo orizzonte una prigione, scegliamo di vederci un parco giochi. E se ce la possiamo fare noi cani maledetti, possono farcela proprio tutti.

Se ogni scelta di vita finisce per dimostrarsi folle e surreale, invece di farci la guerra su chi abbia ragione, guardiamo al di là delle differenze e troviamo dei punti di contatto nel delirio collettivo, così magari si riesce a passare qualche anno col sorriso aspettando la fine. Nel nostro caso, suonando per voi.

 

Come nasce un vostro brano?

I nostri brani nascono seguendo il filo del flusso di coscienza. Stile utilizzato per altro da i nostri miti: i Monty Python. A volte si parte da una parola o un concetto che può essere ispirato dall'attualità o un’esperienza vissuta. La fine del percorso è sconosciuta, nel mezzo peschiamo riferimenti nascosti che risalgono il fiume della canzone. sprofondano di nuovo per poi riemergere magari in un’altra canzone.

A volte un semplice riff. Uno cazzuto. Suonato fino allo sfinimento.

 

Analogie e divergenze tra primo e secondo album?

Per comprendere appieno il primo album bisogna passare almeno un fine settimana con la band: è un equilibrismo autoreferenziale di cronache ed impressioni maturate negli ultimi 3 anni. Viene inizialmente concepito come un accrocchio di accordi da spiaggia, armonica sfiatata e tutte le voci che si riescono a trovare in un salotto che ha visto troppa poca luce ed ancor meno colpi di scopa. Il punto di svolta avviene un anno e qualche mese fa quando i 4 membri originali si spostano in questa e quella sala prove a sudare in lunghe sessioni non prive di cazzeggio. L'arrivo della chitarra solista dà nuova linfa alla band che riesce così a riarrangiare l'intera scaletta in chiave rock, dal surf al punk passando per delle ballate sgangherate, dando inizio al secondo periodo, ancor più psichedelico, che darà i natali a "Gattopardia".

L'idea, in parte a posteriori e in parte anche no, è di dare una continuazione alle storie e ai personaggi incontrati nel primo album, ma con gli occhi rivolti ai notiziari, alle manifestazioni, alla gentrificazione imperante che ci circonda, chiaramente stravolgendo il tutto per farcelo stare dentro un panino. Come il titolo dell'album suggerisce, strizziamo l'occhio a Tomasi Di Lampedusa, che ci dicono non l'ha presa molto bene, cercando di raccontare la rocambolesca entrata nell'età adulta di un gruppo di animali che deve imparare a vivere come un gruppo di persone, tutto questo in una città/Paese/mondo che cambia sempre per non cambiare mai. Allo stesso modo i riferimenti a pezzi dei più svariati generi musicali non svaniscono, ma invece di fare da spina dorsale ai nuovi pezzi, si insinuano in odor di citazionismo in quegli stacchi ed accenti che ci piace chiamare "Makebà Quiz". Cosa intendiamo? Venite ad un nostro concerto e forse lo capirete.

 

Definite il vostro genere, per scherzo o realmente, Gonzo Rock. Ma, cosa significa?

Gonzo é uno stile di ripresa cinematografica o letteraria dove il regista o lo scrittore é il protagonista delle azioni. Nel porno per esempio ne esiste una categoria tra le maggiori cliccate. Ma in italiano vuol dire anche scemo. Noi ci sentiamo degli scemi che vivono all'interno delle nostre canzoni. Siamo i protagonisti delle storie cantate e degli avvenimenti che ci capitano. Come se avessimo una go-pro sulla testa e un canale di Porn Hub musicale. Ci trovate sotto Gonzo Rock.

 

La vostra Torino musicale e non.

Onestamente non esiste una "Torino musicale" per noi, per tante ragioni. La prima è sicuramente una ragione geografica, quasi tutti arriviamo dai paesini di provincia, alcuni addirittura neanche dalla provincia torinese, ma da molto più lontano e il trasferimento all'ombra della Mole è arrivato "tardi". E qui ecco la seconda ragione, cioè quella anagrafica. Quando ci siamo trasferiti tutti a Torino ormai la città viveva di una narrazione, una narrazione che voleva Torino come città underground e prolifica dal punto di vista culturale e musicale, ma in un passato che ormai era per noi inaccessibile, quegli anni '90 e quei Murazzi che vengono ricordati come un luogo di incontri e scontri culturali. Quindi non essere al posto giusto nel momento giusto ha fatto sì che fossimo tutti sbagliati. Non ci siamo neanche mai posti il problema di percepire i luoghi come qualcosa di altro dal fatto di essere dei luoghi che ospitano posti da suonare, certo frequentiamo dove ci sono concerti che ci interessano ma senza sovrastrutturare. Ognuno di noi, nel suo piccolo, si è creato una propria cultura musicale personale, ma arrivando tutti da paesi di provincia, non certamente protagonisti nelle scene musicali, il senso di appartenenza a una scena musicale in particolare (che riguardi un genere o un luogo) è venuta meno. Questo mancato senso di appartenenza è uno degli strumenti che proviamo a usare a nostro vantaggio cercando di non renderci riconoscibili, ma suonando e cantando quello che ci piace.

 

News, live in programma, appuntamenti.

Al momento non abbiamo live in programma, dopo aver lavorato duramente in sala prove ci concentreremo sulla registrazione dei due album che sono pronti, ma devono ancora essere impressi così che il pubblico possa apprezzarne il sapore anche a casa.

 

Info su https://www.facebook.com/pg/ollapanini/about/?ref=page_internal

Federica Monello

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