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Economia e lavoro | 14 settembre 2019, 13:00

Urbanistica, l'era Iaria agli occhi degli addetti ai lavori: "Torino deve competere, attrarre, ripensare"

Giuntoli (Architetti): "Bene la disponibilità al confronto con gli ordini professionali. Uno strumento come il piano regolatore è superato". Toneguzzo (Ingegneri): "Siamo certi che sarà lungimirante nel suo operato e si confronterà con noi". Mattio (Costruttori): "Superare la burocrazia e rilanciare i lavori pubblici, anche piccoli"

Urbanistica, l'era Iaria agli occhi degli addetti ai lavori: "Torino deve competere, attrarre, ripensare"

Ora che il cambio della guardia si è consumato, negli uffici dell'assessorato comunale all'Urbanistica, è il momento dei commenti. In particolare di quelli degli addetti ai lavori: costruttori, ma anche professionisti. Le categorie che più da vicino si spendono sullo sviluppo "edilizio" e infrastrutturale della città.

Polemiche politiche a parte, il testimone passato dalle mani di Guido Montanari a quelle di Antonino Iaria rappresenta anche un patrimonio di visioni: la Torino del futuro. In che direzione andrà e a quale velocità. 

"Le prime dichiarazioni dell’assessore Iaria e la disponibilità al confronto con gli ordini professionali ci paiono segnali positivi - dice Massimo Giuntoli, presidente dell'Ordine degli Architetti di Torino -. Ci auguriamo che ci sia un’inversione di atteggiamento e che ci sia ora la possibilità di un reale e costruttivo coinvolgimento degli architetti sul piano regolatore".
Secondo il numero uno degli architetti torinesi, le sfide non mancano. "In un’epoca in cui le città sono in competizione tra di loro nell’attrazione di risorse umane, economiche, culturali, le grandi trasformazioni sono un tassello importante. Torino è cresciuta a livello di visibilità negli ultimi anni anche grazie agli interventi che hanno segnato una nuova forma della città. Bisogna tornare a investire nelle grandi opere. Bisogna valorizzare il rapporto pubblico-privato per garantire la sostenibilità economica degli interventi".
E un occhio di riguardo va anche al recupero dell'esistente: "il territorio torinese ha un elevato numero di edifici in disuso (l’Unione Industriale ha mappato oltre 500 edifici pubblici e privati da riqualificare), un patrimonio da valorizzare affinché possa tornare a essere utilizzato. Una strategia potrebbe essere di promuovere l’utilizzo temporaneo di stabilimenti dismessi, sull’esempio della legge sul temporary use della Regione Veneto, che ha varato inoltre anche un provvedimento a favore della demolizione. Bisogna poi riportare l’attenzione sulle periferie in modo concreto e con una visione di lungo periodo e allargare la pianificazione alla Città metropolitana; bisogna investire sulla mobilità portando avanti la realizzazione della linea due della metropolitana".
Stella polare, secondo Giuntoli, deve essere la qualità. E la consapevolezza che il piano regolatore "è uno strumento superato; ci vorrebbe il PUG, piano urbanistico generale a macro aree per destinazioni d'uso. Bisogna riprendere in mano il piano strategico per promuovere una pianificazione su area vasta".

“Siamo certi che il neo assessore Iaria sarà lungimirante nel suo operato - è il parere di Alessio Toneguzzo, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Torino e provincia -, confrontandosi fattivamente con gli Ingegneri e riconoscendo così loro il ruolo di opinion leader all’interno dei processi decisionali strategici".
"Ricordiamo - aggiunge - che l’Ordine ha da poco siglato un accordo di collaborazione con la Città di Torino che comprende, tra le altre iniziative, la promozione di tavoli tecnici sull’urbanistica, le infrastrutture, la viabilità e la sostenibilità ambientale”.

"Conosciamo Iaria nella sua veste legata alla Città metropolitana e proprio ai lavori pubblici - è il pensiero di Antonio Mattio, presidente del Collegio costruttori Ance Torino - e c'è sempre stato un dialogo positivo e visioni condivise nella ricerca di soluzioni. Sappiamo bene che conosce i problemi, anche quelli più pratici, del nostro mondo e confidiamo che uno dei primi obiettivi sia quello di abbattere la burocrazia che soffoca il settore". "Un altro capitolo importante è quello della rigenerazione urbana - dice il numero uno di Ance - e bisognerà fare in fretta a riprendere in mano in dossier in sospeso, visto che la giunta ha davanti a sé ancora un anno e mezzo di lavoro, prima del semestre bianco".
Ma nei pensieri del Collegio Costruttori non c'è solo l'edilizia privata: "Contiamo molto su un rilancio dei lavori pubblici - conclude Mattio - perché il nostro giudizio su quanto fatto fin qui dall'amministrazione non è positivo. Ci sono molte cose da mandare avanti, non enormi, ma anche piccole manutenzioni che però sono indispensabili, compreso il verde pubblico e le strade".

Massimiliano Sciullo

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