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Economia e lavoro | 08 ottobre 2019, 18:33

CNHI e New Holland, San Mauro paga il conto degli asiatici. Regione e sindacati chiedono un incontro al Mise. FTP invece punta su Torino polo d'eccellenza green

Si sono svolti nella giornata di oggi i primi incontri tra i rappresentanti dei lavoratori e i vertici aziendali. A Torino l'ad Stupenengo e Goransson: investimenti in arrivo per i motori elettrici, mentre si cercano soluzioni condivisa per i 120 esuberi legati "ai gravi problemi e alle perdite accumulate nella joint venture con i partner orientali"

CNHI e New Holland, San Mauro paga il conto degli asiatici. Regione e sindacati chiedono un incontro al Mise. FTP invece punta su Torino polo d'eccellenza green

Lo stabilimento di San Mauro "paga" il conto dei mancati risultati asiatici, mentre per le propulsioni si punta sempre di più sull'elettrico e Torino dovrebbe diventare un polo di eccellenza. E' questo quanto emerso dagli incontri che si sono tenuti oggi tra i sindacati e i vertici di CNHI e New Holland. A parlare a nome dell'azienda, l'ad Annalisa Stupenengo (FTP) e Carl Gustaf Goransson per il movimento terra. 

E' emerso con chiarezza che la direzione che l'azienda vuole prendere con FTP è quella della sostenibilità. E' il mercato a pretendere propulsioni sempre più "green". Dunque Torino sarà oggetto di nuovi investimenti sul fronte ricerca e sviluppo, candidandosi a polo di eccellenza delle nuove tecnologie. Ma questo andrà a penalizzare altri aspetti: per esempio la chiusura di Pregnana Milanese. Per quanto riguarda Torino, la direzione aziendale ha chiarito che gli investimenti collegati alla elettrificazione riguarderanno non solo la parte motori, ma anche quella cambi, ponti e assali. Inoltre la produzione della batteria nelle intenzioni è rivolta non solo ai futuri motori elettrici o ibridi Iveco, ma anche a clienti esterni. Il piano prevede la saturazione dello stabilimento di Torino, ma la conferma dei lavoratori somministrati resta tutta da verificare anche in base alle continue variazioni di mercato.

Per il movimento terra, invece (dunque New Holland) sono stati confermati sia la decisione di riconvertire San Mauro da stabilimento di produzione a polo logistico, sia l'esubero di 110 lavoratori. Secondo la direzione aziendale, una svolta dovuta "ai gravi problemi e alle perdite accumulate nella joint venture con i partner asiatici nella produzione di escavatori e mini escavatori". Per la logistica invece "costituisce un vantaggio l’ottimo posizionamento di San Mauro rispetto alle principali vie di comunicazione". 

Intanto i sindacati attendono una convocazione al Mise e ovviamente puntano a scongiurare gli effetti negativi a livello occupazionale: "E' indispensabile che si avvii il tavolo negoziale al Mise - dicono Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom-Cgil responsabile automotive ed Edi Lazzi, segretario della Fiom-Cgil Torino -. È necessario trovare una soluzione industriale che garantisca l’occupazione per tutti i lavoratori e i siti produttivi. La strategia aziendale di migliorare i risultati di redditività deve garantire gli investimenti necessari per l’innovazione e la riorganizzazione  delle produzioni in tutti gli stabilimenti”. 

“Il piano industriale 2020-2024 pone gravi problemi occupazionali - aggiunge Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto -. È certamente importante che la Direzione aziendale voglia fare di Torino il polo di eccellenza delle nuove motorizzazioni, ma la chiusura di Pregnana e la presenza di potenziali esuberi anche negli altri stabilimenti pone una questione di sostenibilità sociale”. “Come sindacato - conclude - faremo tutto ciò che è in nostro potere per evitare chiusure e esuberi, giacché il nostro primo dovere consiste nell’evitare i licenziamenti. E in ogni caso abbiamo chiesto un incontro al Ministero dello Sviluppo economico, per proseguire il negoziato in una sede istituzionale".

Lo stesso pensiero che guida le azioni della Regione. Proprio le sorti dei lavoratori degli stabilimenti sono state oggetto dell’interrogazione che la consigliera del Movimento 5 stelle, Francesca Frediani ha posto all’assessore al lavoro Elena Chiorino. “La riconversione non sarà sufficiente a garantire gli attuali livelli occupazionali - ha ribadito Frediani -. Chiediamo all’assessore regionale al Lavoro di mettersi in contatto il prima possibile con il Mise affinché venga convocato un tavolo di confronto fra le parti e si individuino presto soluzioni per i lavoratori". Impegno confermato dall’assessore con delega ai rapporti con il Consiglio regionale, Roberto Rosso, riportando la risposta scritta dell’assessore Elena Chiorino: "Quanto prima la Regione chiederà al Mise la convocazione di un incontro per una valutazione complessiva della situazione. L’azienda avrebbe spiegato che la decisione è frutto del fatto che negli ultimi nove anni lo stabilimento di San Mauro avrebbe perso una media di 30 milioni all’anno. Tale operazione sarà gestita attraverso un periodo di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria richiesta per la riconversione del sito. Non possiamo continuare a consentire - ha infine aggiunto a margine l’assessore Rosso - che le nostre aziende vengano svuotate e delocalizzate spostando la produzione dal nord al sud, il mondo dell’automotive a Torino si sta spegnendo, dobbiamo creare le condizioni per cui le imprese siano invogliate a rimanere al Nord”.

In agenda, intanto, i prossimi appuntamenti con CNHI sono l’incontro informativo su Iveco l’11 ottobre e quello sul settore macchine agricole il 14 ottobre. 

Massimiliano Sciullo

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