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Nuove Note | 24 novembre 2019, 06:00

Musica come incontro e arricchimento: dall’India alla Sicilia sotto le note dei Korishanti

I KoriShanti hanno pubblicato da poco l’album Voleremo che rappresenta il loro primo diario di viaggio

Musica come incontro e arricchimento: dall’India alla Sicilia sotto le note dei Korishanti

KoriShanti è un neologismo indo-siculo che vuol dire cuore in pace, con questo sentimento la band omonima prova a mettere in pratica l’antico concetto di incontro con l’altro diverso da noi che porta arricchimento. Il gruppo, formato da sei membri, racconta di sogni, speranze, sfaccettature dell'animo umano, e incontro tra le varie culture del mondo. Nei loro brani l’incontro di culture diverse si palesa con l’accostamento di strumenti come il sitar e la batteria o i tabla indiani e la chitarra elettrica. I KoriShanti hanno pubblicato da poco l’album Voleremo che rappresenta il loro primo diario di viaggio, nel quale esplorano la loro personale mappa musicale che va dall’India fino alla Sicilia passando dalla Turchia e da Napoli.

Come sono nati i KoriShanti e cosa significa questo nome?

I KoriShanti nascono quando gli Arabi  iniziano a mercanteggiare in tutto il bacino mediterraneo incontrando popoli diversissimi tra loro, quando i primi Veneziani  incontrano la cultura asiatica, quando i primi bianchi cominciano a masticare il blues...quando sei persone, differenti per età, religione, provenienza geografica, formazione musicale, decidono di provare a mettere in pratica un concetto potente e vecchio come la civiltà: l'incontro con l'altro, con il diverso è sempre arricchente. Ma per farlo serve il “cuore in pace”, da cui il nome, KoriShanti, neologismo indo siculo che vuole per l'appunto dire “cuore in pace”.

La vostra è una musica etnica ma con sfumature progressive, come avete realizzato questo mix?

Applicando il migliore insegnamento che la musica può dare: imparare ad ascoltare e dando a ciascuno lo spazio per poter contribuire con la sua personalità musicale alla creazione di qualcosa di unico, dove l'unione di sei voci è maggiore della loro semplice somma.

Come nasce un vostro brano?

Accanto ad un repertorio antico, formatosi in quasi 10 anni (i KoriShanti esistono dal 2009 con un altro nome ed un altra formazione, di cui sono rimasti come componenti originari Cico Moreno e Michele Campanella, n.d.r.), che è stato riarrangiato drasticamente, ci sono le nuove composizioni. Queste nascono normalmente da un'idea, una frase, un riff, un arpeggio, un pattern ritmico portato da qualcuno di noi, che viene “artigianalmente” assemblato, levigato, rifinito con la pazienza dell'ebanista, cambiando di prova in prova. Da una settimana all'altra il brano muta, come una creatura vivente, diventando sempre più se stesso, quasi costringendoci a trovare il modo migliore attraverso il quale interpretarlo.

Cosa ispira la scrittura dei vostri testi?

I sogni, le speranze, le varie sfaccettature dell'animo umano, l'incontro tra le varie culture del mondo ispirano i nostri testi. Ci ispira anche l'immigrazione, non come problema da risolvere, ma come opportunità per gettare uno sguardo dentro se stessi, la spiritualità, i diritti umani, la complessità del mondo che ci circonda e che ci stimola a trovare modi sempre nuovi di raccontarlo.

Da poco è uscito il vostro album Voleremo, cosa racconta?

Voleremo è il nostro primo diario di viaggio, nel quale esploriamo la nostra personale mappa musicale. Salpiamo dall'India, ascoltando le raga della musica sacra (particolari strutture musicali della musica indiana, n.d.r.) senza riuscire a toglierci dalla testa i Pink Floyd, alla volta della Turchia, per dimenarci al ritmo delle derbuka di Istanbul (strumento musicale a percussione del gruppo dei membranofoni, utilizzato tradizionalmente in Nord Africa, n.d.r.). Approdati nel Mediterraneo, facciamo tappa in Sicilia, per ballare un po' di reggae della Trinacria e a Napoli per godere del bel canto. L'Africa si vede all'orizzonte, ci ispira con i suoi ritmi e le sue musiche meticce, il blues e il funk.

La vostra Torino musicale e non.

Torino è il luogo che ha reso possibile tutto questo, con le sue diverse anime, le sue convivenze artistiche, etniche, culturali, le sue cantine dove si suona dal doom metal al jazz. Torino è metamorfosi da città-fabbrica a città-laboratorio, capace di sorrisi accoglienti e di austerità sabauda. È il luogo di approdo dei nostri genitori, delle loro storie d’immigrazione, delle nostre storie che vanno dai primi accordi nelle camerette della nostra adolescenza alla meravigliosa esperienza che stiamo vivendo nei KoriShanti. Torino è un caleidoscopio musicale, forse una delle città con il maggior numero di formazioni musicali di base, un buon luogo in cui crescere con la musica.

News, live in programma, aggiornamenti.

Da circa un mese il nostro primo album “Voleremo, dal Mediterraneo all'Oriente” è disponibile su Spotify, Deezer, iTunes, mentre su YouTube è presente il nostro primo video ufficiale, realizzato da Vincenzo Gioanola. Questo sabato 23 abbiamo suonato a Roma per la finale nazionale del Tour Music Fest, un risultato meraviglioso all'interno di una delle più prestigiose kermesse musicali europee. Non abbiamo ancora conferme ufficiali, ma il tour di promozione del disco potrebbe rivelare piacevoli sorprese, sulla nostra pagina Facebook pubblicheremo tutti gli aggiornamenti e le nuove date, stay tuned!

 

Federica Monello

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