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Economia e lavoro | 02 dicembre 2019, 11:25

Appendino davanti ai cancelli Embraco: "Saremo al vostro fianco". I lavoratori: "Però basta passerelle"

Prima volta della sindaca metropolitana alla fabbrica di Riva di Chieri: "Non vado a caccia di voti, ma cerco di fare tutto quello che è possibile perché in gioco ci sono 400 famiglie". Carosso: "Bisogna cambiare le cose, le aziende non devono più andarsene così"

Appendino davanti ai cancelli Embraco: "Saremo al vostro fianco". I lavoratori: "Però basta passerelle"

"Saremo al vostro fianco, vogliamo vedere quello che già avete raccontato voi, cioè che la fabbrica è vuota. Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità". Alla fine è arrivato il giorno della prima volta di Chiara Appendino davanti ai cancelli Embraco.

Lo aveva promesso nelle scorse settimane, quando i lavoratori (ora sotto Ventures) avevano sfilato in centro a Torino e si erano fermati sotto le finestre del Comune. "Verrò a Riva di Chieri", aveva detto. Anche perché dalle centinaia di persone che protestavano in molti avevano puntato il dito: "Vi abbiamo votati e adesso cosa fate per noi?".

E al suo arrivo, insieme a tanti altri sindaci del territorio, le strette di mano sono accompagnate da ringraziamenti ("ha mantenuto la parola"), ma anche domande di soluzioni. "Cosa si può fare? Qui non succede nulla".

L'ultima puntata di questa telenovela drammatica è stata venerdì a Pero, sotto la sede di Whirlpool EMEA in provincia di Milano. "Ma qui non hanno fatto nulla e hanno preso i soldi. Nessuno si può sentire assolto", dice Ugo Bolognesi, responsabile per Fiom della vertenza. Anche perché a luglio scadono gli ammortizzatori sociali. "Se vogliono dimostrare che non è stato un grande inganno, al Mise devono cercare qualcuno di nuovo e di meglio. Vogliamo essere convocati e voi dovete essere al nostro fianco".

"Qui davanti sono venuti tanti politici a fare passerella e a prendere voti, per primo Calenda che prometteva che Invitalia avrebbe assunto tutti, nella peggiore delle ipotesi - sottolinea Vito Benevento, della segreteria Uilm Torino - e l'unico modo è fare sinergia e sistema con tutte le istituzioni per trovare un nuovo progetto industriale, ammesso che ne basti uno ormai. Bisogna mettersi al tavolo per risolvere la questione".

"A noi fa piacere che tutti i sindaci siano qui - aggiunge Arcangelo Montemarano, Fim CISL - ma oggi servono atti concreti e non solo impegno e parole. Devono fare qualcosa per il loro territorio e per l'occupazione di questo territorio. Basta lettere e appello a destra e a manca, ma qualcosa per garantire un futuro".

"Nessuna passerella - ribatte Appendino - perché non voglio fare mia una battaglia che non è mia. Ma come sindaco posso promettere di fare quello che è nelle nostre possibilità. Atti che hanno valenza politica, garantendo la mia presenza fisica ed è tutto ciò che possiamo mettere in gioco. Purtroppo non è possibile pensare di convincere un imprenditore privato a firmare e questo non mi metto nemmeno a prometterlo".

Un impegno preso anche dagli esponenti della Regione, come il vicepresidente Fabio Carosso. "Bisogna invertire la rotta, questa è la vera sfida. Non deve più succedere che le aziende vadano via per pagare meno tasse o altro".

Massimiliano Sciullo

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