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Eventi | 14 febbraio 2020, 19:27

Domani a Torino Flash mob contro il ddl regionale "Allontanamento zero"

Anche l’associazione dei care leaver aderisce all'iniziativa

Domani a Torino Flash mob contro il ddl regionale "Allontanamento zero"

È in atto un preoccupante movimento nella regione Piemonte che intende promuovere un Ddlr dal titolo "Allontanamento zero" per azzerare gli allontanamenti dei minori dalle loro famiglie.

Un gruppo di associazioni e realtà ha dato vita al comitato "Zero allontanamento zero" per difendere il sistema di tutela minori. Dopo l'assemblea pubblica che si è svolta lo scorso 6 febbraio, e dopo una serie di audizioni tra cui quella di tre rappresentanti dell’associazione Agevolando lo scorso 21 gennaio (http://www.comune.torino.it/cittagora/in-breve/affido-e-tutela-minori-lesperienza-di-agevolando) le associazioni hanno in programma una manifestazione che si svolgerà domani, sabato 15 febbraio, in piazza Carignano a Torino a partire dalle 15,30.

Anche Agevolando, associazione che rappresenta centinaia di giovani care leaver (ragazzi cresciuti in affido, comunità o casa-famiglia) ha scelto di aderire.

La decisione è stata presa anche a partire dall’esperienza e dalla testimonianza diretta di molti degli stessi ragazzi.

Dicono, ad esempio, Davide e Stefano, care leaver del Piemonte“Le esperienze di accoglienza fuori famiglia sono percorsi complessi, faticosi che all’inizio possono essere accettati con difficoltà, a volte con rabbia, ma che, con un supporto adeguato e personalizzato, possono aiutare a uscire da situazioni anche rischiose e a sviluppare la propria autonomia”.

Ha aggiunto Maria“Sembra girare tutto intorno alla questione economica, ma in realtà i problemi spesso sono altri e non bastano i soldi per rendere una famiglia felice e adeguata”

I care leaver dell’associazione Agevolando hanno anche redatto un documento che si rivolge ai giornalisti e al mondo dell’informazione e che si occupa di queste tematiche. Scrivono i ragazzi: “I genitori in difficoltà vanno aiutati ma prima di tutto vanno protetti i bambini e i ragazzi che vivono situazioni di grande difficoltà. Se ci sono comunità o case-famiglia che non funzionano o dove sono stati commessi degli abusi vanno individuate e denunciate. Ma non è giusto generalizzare. Vorremmo che fosse raccontata anche la realtà di tutte le persone che lavorano per noi tutti i giorni, come educatori e assistenti sociali, e che non venissero colpevolizzati per cose che non sono vere. Ci piacerebbe che fosse apprezzato il duro lavoro che devono fare ogni giorno affrontando storie di vita difficili e molto delicate”. E concludono: “Noi vorremmo far notare che a molti ragazzi, compresi noi, quello che chiamano “business” delle case-famiglia ha salvato la vita. Ci ha allontanato da ambienti pericolosi e poco sani. Non sempre, purtroppo, i genitori sono in grado di pensare ai figli e di fare le cose per il loro bene”.

Agevolando ribadisce l’importanza di aiutare e sostenere le famiglie, ma senza mai perdere di vista la necessità di tutelare e proteggere bambini e ragazzi.

Conclude con queste parole Almas Khan, care leaver e vice presidente di Agevolando: “Il consiglio direttivo di Agevolando ha deciso di partecipare - assieme ad una rete di organizzazioni sensibili all'argomento - al Comitato “Zero allontanamento zero” per contrastare questo disegno di legge e far sì che il provvedimento non si diffonda a macchia d'olio (una simile proposta è già stata fatta anche in Emilia-Romagna e in Liguria) portandoci via il diritto di vivere in un posto migliore se la nostra famiglia d'origine non può esserlo”.

comunicato stampa

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