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Politica | 19 febbraio 2020, 16:11

Il neo presidente di Ipla inneggia alle Brigate Nere su Facebook, ma poi si difende: "Non ne so nulla, cancellerò la frase"

La scritta "Belli come la vita - Neri come la morte" è stata in effetti cancellata, ma ormai il danno era fatto. Grimaldi (Luv): "Il presidente Cirio si prenda le sue responsabilità". Frediani (M5S): "Serve un nuovo criterio per le nomine: essere 'antifascista'"

Andrea Morando

Andrea Morando

"Belli come la vita, neri come la morte". Sta facendo molto discutere gli ambienti della politica piemontese una frase utilizzata come motto su Facebook da Andrea Morando, chiamato in questi giorni dal presidente della Giunta Alberto Cirio alla guida dell’Ipla, Istituto piemontese per le piante da legno e l’ambiente. Lo slogan è infatti quello delle Brigate nere, corpo paramilitare fascista della Repubblica sociale colpevole di crimini efferati tra il '44 e il '45.

Andrea Morando, architetto astigiano, con studio in via Arò, giudice Popolare presso la Corte d’Assise di Asti, presidente della Commissione Locale per il Paesaggio ed ex vicepresidente di Asp, avrebbe prontamente cancellato la scritta, dichiarandosi disponibile a controllare che sul suo profilo non ci siano post di questo tipo "per evitare fraintendimenti". Diventerà ufficialmente amministratore unico di Ipla dopo la seduta di approvazione del bilancio che sarà il 15 marzo.

Non è la prima volta che l’amministrazione Cirio si trova in questo tipo di “polveroni”. Anche un collaboratore dell’assessore Caucino (a sua volta nella bufera per la questione affidi) aveva pubblicato sui social una sua foto di fronte alla tomba del duce e Luigi Songa, scelto per guidare l’Atc di Novara, aveva arredato il suo ufficio con libri e cimeli vari su Mussolini.

La minoranza non ha tardato a far sentire la propria voce. "Non so se ci rendiamo conto: nel mio quartiere proprio ieri si è verificato l'ennesimo caso di scritte antisemite e naziste sulla porta della figlia di un partigiano; Eurispes ci dice che più del 15% della popolazione nega o minimizza la Shoah (prima era il 2%); la scorsa settimana abbiamo chiesto le dimissioni a un nominato di Fratelli d'Italia che espone busti di Mussolini e si rivendica fascista; abbiamo denunciato il fatto che la destra (con i soldi nostri) regala 6mila euro a una casa editrice legata a doppio filo con il neofascismo, che divulga un prodotto editoriale colmo di errori e falsi storici. Ora, questa di Morando", dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, che poi si rivolge direttamente al governatore della Regione: "Presidente Cirio, si prenda la responsabilità delle nomine che fa e che ha fatto".

"Ancora revisionisti e nostalgici del fascismo nominati da questa giunta di destra? - si chiede invece Francesca Frediani del Movimento 5 Stelle - Pensavamo di non doverlo mai dichiarare, ma sarebbe il caso di aggiungere un nuovo criterio per le nomine: 'antifascista'".

"Presidente Cirio, c'è un problema", dicono invece Mauro Salizzoni e Domenico Rossi (Pd): "In tempi in cui, quasi ogni giorno, scritte vergognose profanano le case dei figli dei partigiani o dei deportati, è possibile chiedere che la Giunta scelga persone almeno non sfacciatamente di simpatie fasciste? Questi episodi non possono essere minimizzati. Non possiamo accettare che persone con nostalgie passate o simpatie presenti per il fascismo rappresentino le nostre istituzioni".

 

redazione

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