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Attualità | 29 settembre 2017, 15:58

A Settimo inaugurato il primo "Cannabis Store Amsterdam"

Tanta la curiosità, il franchising vende prodotti alimentari a base di Cannabis ma anche bustine di Marijuana Light, tutto rigorosamente legale

A Settimo inaugurato il primo "Cannabis Store Amsterdam"

Ha inaugurato ieri a Settimo Torinese il primo “Cannabis Store Amsterdam”, nella centralissima via Italia 78. Il negozio in franchising, secondo in Piemonte e primo della provincia di Torino, ha scatenato insieme stupore e curiosità tra la popolazione. “E' tutto perfettamente legale - sottolinea la titolare, Maria Antonietta Contino -. Vendiamo prodotti alimentari a base di Cannabis, cibo e bevande con un alto contenuto di Cdb ed è praticamente nulla la presenza di Thc”.

Il Cbd, ovvero il cannabidiolo, è un metabolita non psicoattivo presente nella Cannabis sativa e ha effetti rilassanti, anticonvulsivanti, antidistonici, antiossidanti e antinfiammatori, favorisce il sonno ed è distensivo contro ansia e panico. La parte buona della Cannabis, per intenderci. Il Thc (in chimica il delta-9-tetraidrocannabinolo) è invece il principio attivo della Cannabis (fiorita), una sostanza psicotropa, che quindi può modificare il comportamento di una persona collegandosi ai recettori delle cellule nervose e andando così ad alterarne l'attività.

Nel negozio si possono trovare anche semi di Cannabis Sativa “da collezione” (i semi non contengono Thc) ma anche la cosiddetta Marijuana Light, in bustine, con un contenuto di Thc di 0,2 grammi, mentre il limite massimo oggi consentito dalla legge è di 0,5, ma sul mercato illegale si trova “erba” che raggiunge i valore di 13.

Il franchising Cannabis Store Amsterdam nasce quattro anni fa a Napoli, è di marzo l'apertura del primo store, proprio a Napoli, e oggi se ne contano già 15. Domani, sabato 30, aprirà uno store, il primo, anche in Lombardia, a Saronno. E' bene precisare che negli store non si trova la “Marijuana terapeutica”, che viene prodotta esclusivamente dall'Esercito Italiano a Firenze.

Nel negozio si possono trovare diversi tipi di biscotti alla Cannabis, ma persino Chupa Chupa, lecca lecca, caramelle e cioccolata. Tra le bevande, sempre alla Cannabis, troviamo tisane, caffè in cialde, vino e birra. Ma non l'olio.

“L'olio di Cannabis che si trova in commercio, utile sia come condimento che per massaggi, in realtà, ha un contenuto assai inferiore al 10 per cento – spiega Salvatore Toscanesi, responsabile della formazione sui franchising, che da domani sarà a Saronno per la nuova apertura -. Noi non lo vendiamo, ma lo utilizziamo per la produzione alimentare. L'olio che si trova in commercio costa dai 40 ai 50 euro, noi lo paghiamo 45 mila euro al litro. Il franchising sta avendo un grosso successo – prosegue – tanto che la rivista Millionaire ci ha dedicato un servizio quale brand del secolo. Entro fine anno prevediamo l'apertura di 40 store in tutta Italia”.

E sta dunque crescendo anche il valore del businness; se fino a oggi si poteva aprire uno store con 11.900 euro (compreso di arredi, formazione, servizio Limousine per il lancio e pubblicità internazionale) e uno con somministrazione (bar annesso) con 14.900, da qui in avanti ne servono 20 mila senza e 23 mila con somministrazione. I requisiti mini richiesti per le due diverse tipologie di locali sono di 15-50 metri quadri e di 25-80 metri quadri.

Ma da dove arrivano i prodotti?

“La Cannabis – risponde Toscanesi – la produciamo noi stessi in Olanda, dove abbiamo 5 ettari di orti. In Italia la Cannabis Sativa è molto più difficile da coltivare per le caratteristiche di elevata mutabilità del terreno e del clima. In Olanda vi sono terreni, umidità e temperature ottimali. Il caffè torrefatto e il vino sono invece di produzione campana”.

Non possono mancare, sugli scaffali, il merchandising e l'abbigliamento: dai cappellini, alle t-shirts, ma anche zaini e borsette, tutte rigorosamente con la figura della foglia a sette punte. I prezzi? Praticamente in linea con analoghi prodotti senza Cannabis. Nei prodotti alimentari andiamo da un euro a un massimo di 12 euro.

Flavio Giuliano

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