“La decisione della Regione di bloccare le attività di Finpiemonte fino all’autunno – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte- comporta un grave danno per le imprese artigiane”.
“La Regione dovrebbe supportare le imprese nel riagganciare la ripresa. Pertanto la scelta di trasformare Finpiemonte in soggetto vigilato dalla Banca d’Italia, nonostante le molte perplessità espresse a suo tempo dalle parti sociali, è stata un’operazione che ha causato lo spreco di importanti risorse economiche distraendo Finpiemonte stessa dalla propria attività di supporto alle aziende. Tanto più che l’operazione di trasformazione si è poi arrestata dopo lo scandalo dell’ammanco di risorse e le conseguenti vicende giudiziarie”.
“In particolare per quanto riguarda il nostro settore – prosegue Felici - si è interrotto nel 2016 il fondo rotativo per le imprese artigiane del valore di 100 milioni di euro l’anno. Tali risorse sono state spostate nel capitale sociale di Finpiemonte ed avrebbero dovuto ritornare come strumenti di accesso al credito, ma ciò non è avvenuto e le imprese attendono ancora. Bisogna ora evitare di tentare nuovi esperimenti e far sì che Finpiemonte sia rapidamente operativa a sostegno delle piccole imprese con strumenti facilmente accessibili e sostegno reale”.














