Il centro città finisce nelle mani dei custodi dell’ambiente. Sacchi di rifiuti raccolti, guanti sporchi e un messaggio chiaro: il degrado non riguarda solo periferie e aree isolate, ma può nascondersi anche nei luoghi che si considerano più curati.
A guidare l’iniziativa è Giulia Zaccaro, referente e custode di Plastic Race, un’iniziativa fortemente voluta dalla fondazione Bio Design, rete di volontari attiva in tutta Italia che si definiscono non a caso come i "custodi", proprio per richiamare l’idea di tutela concreta dell’ambiente e del territorio.
Il gruppo nasce con un obiettivo preciso: ripulire e sensibilizzare. Non solo azioni simboliche, ma interventi pratici sul campo, dalle città ai corsi d’acqua, fino alle attività legate alla salvaguardia marina e alla lotta alle cosiddette reti fantasma. "Questa realtà nasce dalla necessità di pulire le città. La nostra fondazione lavora molto forte nelle azioni di pulizia in mare per sensibilizzare sulle reti fantasma, ma anche in città ci sono forti criticità e quindi abbiamo deciso di contribuire anche nelle metropoli per fare la nostra parte", spiega Zaccaro.
Un impegno che si traduce in appuntamenti periodici: i volontari si ritrovano infatti ogni ultimo weekend del mese per interventi di raccolta rifiuti, un calendario che proseguirà nei prossimi mesi e che punta a coinvolgere sempre più persone. "Siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari, vista la mole di rifiuti: più siamo e più possiamo dare beneficio all’ambiente dove intervenire", sottolinea.
La scelta dell’area non è casuale. Per la prossima iniziativa il gruppo ha deciso di concentrarsi sul centro, tra i Murazzi e le sponde del fiume, proprio per dimostrare che anche le zone considerate più curate possono nascondere criticità ambientali. "Abbiamo scelto il centro città per far vedere che anche la zona che dovrebbe essere tra le più pulite presenta forti problemi", aggiunge Zaccaro, ricordando che chi vuole partecipare può iscriversi tramite le pagine social del progetto compilando l’apposito form.
I numeri delle raccolte raccontano bene la portata del fenomeno: solo a gennaio, al Parco Stura, tre volontari hanno recuperato circa 190 chili di rifiuti in una singola uscita. Un dato che fotografa la dimensione del problema, in alcuni casi in costante crescita e senza apparenti soluzioni.
Intanto, mentre si avvicina il nuovo appuntamento operativo – già fissato per l’ultimo fine settimana del mese, il 28 febbraio tra i Murazzi e il 1 marzo lungo fiume – l’invito resta aperto a chiunque voglia dare una mano: i "custodi" cercano braccia, tempo e attenzione civica. Perché, come ricorda lo slogan dell’iniziativa, la plastica in natura non scompare: viene ingerita, respirata e, alla lunga, uccide.














