Violenze, soprusi, omicidi, caos, disordini sociali. Sembra tutto molto esagerato, ma chiunque accenda il televisore, ascolti la radio o legga un giornale può capire quanto, al contrario di come si possa pensare, sia tutto molto reale. Sì, adesso si penserà che gli avvenimenti che turbano l’animo sono sempre esistiti, che non bisogna sempre relativizzare ed esasperare tutto criminalizzando il nostro tempo.
Avranno anche ragione coloro che la pensano in questi termini, ma oggi c'è qualcosa in più. Qualcosa che spinge a pensare che ci sia un grido inascoltato di un’umanità che sta conoscendo il periodo più oscuro della propria esistenza. Dovremmo forse ringraziare un po' tutti l’illusione che, con lento ma continuo lavorio, continua a farci credere di essere l’umanità più felice e fortunata della storia.
Ancora una volta ci viene in aiuto il grande filosofo francese Voltaire, per chi ancora non avesse capito che cosa potrebbe c’entrare l’illusione col discorso che qui si vuole affrontare. Il filosofo illuminista affermava: “Tutto andrà bene un giorno, ecco la nostra speranza. Tutto va già bene adesso, ecco l’illusione.” Oggi, da un lato, il fattore è che tutti ci illudiamo di stare bene perché la stragrande maggioranza degli individui possiede da mangiare, un tetto sotto il quale riposare, e quasi tutti o forse tutti possediamo uno smartphone o comunque un apparecchio informatico che ci rende altresì cittadini dell’infosfera.
Il nostro fare informatico, il nostro interagire, in nostro essere online, ci rende completamente assuefatti, al punto che, ormai ci siamo allontanati dalla pura realtà dei fatti: siamo cioè un mondo di illusi. Sperando che nessuno ne abbia a male. Tutti oggigiorno, cerchiamo di essere protagonisti di una vita al di là della realtà, che purtroppo non ci appartiene. Una ragione valida forse che potrebbe giustificare tale ragionamento è che online ognuno di noi può esprimere quel che gli pare e piace senza filtri, talvolta ergendosi a propugnatore delle verità più assolute, che puntualmente finiscono per rivelarsi bufale.
Eppure, in questa falsa democrazia del web qualcosa ci sta sfuggendo di mano. Stiamo perdendo quel pezzo di umanità che c’era rimasto dopo un periodo lungo e travagliato delle guerre mondiali.
Colpisce un’affermazione del Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, che in occasione del tragico evento che ha colpito la ragazzina 16enne, Desirée, ha affermato "Anche nei momenti difficili non ci vogliono ruspe ma più amore e fatica nelle idee e nella partecipazione.”
Ecco, forse, quello che manca alla nostra società è un sano e concreto concetto di amore. In un mondo digitalizzato, dove l’amore talvolta è ridotto ad un messaggio con una emoticon, o ad un ti amo detto con superficialità, colpisce ancora chi prova l’ebbrezza dell’amare di fronte ad un’opera d’arte o ad un immenso panorama naturalistico. Colpisce chi, in mondo frenetico e che punta soltanto all’avere, tenta invece di resistere al nuovo provando a lavorare sull’essere una persona migliore nel rispetto dell’altro. Chi, nonostante i potenti mezzi di comunicazione sociale messi a nostra disposizione, si scrive ancora utilizzando la lettera, per assaporare la bellezza della scrittura creativa.
Colpiscono due amici che, invece di trascorrere ore di fronte ad un computer, oppure giocando su una piattaforma informatica, preferiscono il piacere di una passeggiata tra le bellezze che le nostre città ci restituiscono ogni giorno. Ed è proprio passeggiando per le vie del centro di Torino che si arriva dinanzi alla maestosa piazza Carlo Alberto che si scorge quella ormai famosa targa apposta sul palazzo in cui il famoso filosofo tedesco Friedrich Nietzsche soggiornò per un breve periodo. E fu proprio il pensatore tedesco che rintracciò già nello scorso secolo i sintomi di un’umanità pervasa da un sentimento di sconfitta, rinchiusa nel suo io “malato”, affranta dal suo essere nichilista.
In Breve
venerdì 01 maggio
giovedì 30 aprile


















