Quelli che un tempo erano campi da tennis oggi si presentano come un’area dimenticata e fuori controllo. In via Massari, un ex spazio sportivo - passato da Stellantis al Comune ormai da diversi anni - è diventato il simbolo di un vuoto urbano. A comandare sono incuria, vegetazione incolta e problemi igienico-sanitari, con pesanti ricadute per i residenti. A cominciare dalle reti rotte e continuando con il proliferare dei topi.
Da impianto sportivo a “terra di nessuno”
L’area, originariamente parte del centro sportivo di via Massari, comprende campi da tennis mai realmente recuperati né inseriti in una pianificazione funzionale. Privi di strutture adeguate e mai affidati a una gestione stabile, sono rimasti un residuo urbano senza destinazione chiara.
"Piante morte, rifiuti e degrado. I condomìni si affacciano su uno spazio che nessuno cura" così il coordinatore all’Ambiente della Circoscrizione 5, Giorgio Tassone, al sopralluogo promosso nei giorni scorsi insieme alle duecento famiglie del super condominio.
Disagi e allarme tra i residenti
Proprio i cittadini hanno colto l'occasione per poter dire, finalmente, la loro opinione. Chi vive nei palazzi circostanti denuncia, da tempo, condizioni sempre più critiche. Erba alta, presenza di roditori e reti divisorie ormai crollate, con conseguenze anche per le aree condominiali. "Le lamentele si moltiplicano e la questione approderà anche nelle assemblee condominiali" ha spiegato l'amministratore ricordando come, già in passato, gli interventi fossero sempre stati sporadici e mai risolutivi.
Il paradosso amministrativo
Durante il sopralluogo è emerso un nodo centrale: nonostante la proprietà sia comunale, l’area non risulta inserita nei programmi di manutenzione del verde. "E' un terreno dimenticato. Proviamo a formare un tavolo tecnico tra gli enti preposti e i residenti per risolvere il problema di questo appezzamento di terra. E speriamo, nel frattempo, che la città di merita una pezza" ha sottolineato il presidenre della 5 Alfredo Correnti.
Le possibili soluzioni
Tra le proposte, quella di un patto di collaborazione con il condominio per la cura dell’area. Un’ipotesi sostenuta anche dal coordinatore Chiaffredo Ballatore, che la considera "lo strumento più adatto per ridefinire questa situazione". Non secondario il tema della sicurezza, come sottolineato dal vicepresidente, Antonio Cuzzilla, che ha posto un interrogativo chiave: "Se qualcuno si fa male, di chi è la responsabilità?".
Resta anche aperta la questione della destinazione futura: che fine faranno questi ex campi da tennis?.

























