Un programma ricchissimo quello di Salone Off 2026, ma ormai mancano due settimane alla 38esima edizione del Salone del Libro che vedrà 1237 espositori riempire le sale del Lingotto Fiere. Una struttura che ogni anno deve essere adeguata per la kermesse dagli organizzatori. Un investimento da parte del Salone del Libro che arriva a oltre un milione di euro.
Viale: "Sforzo economico importante"
“Facciamo uno sforzo economico importante per adeguare la location alla esigenze del Salone - spiega Silvio Viale, presidente di Torino, Città del Libro -. Auspico che questo territorio, prima o poi, riesca a far sì che non sia un investimento che produciamo annualmente, ma che faccia per eventi di questo genere”.
Un dispendio di risorse che come sempre rappresenta il vero cruccio per Salone del Libro. La location è infatti ormai inadeguata a contenere numeri come quelli dell’anno scorso che ha chiuso con oltre 148 mila presenze. Il Lingotto Fiere, la cui convenzione con GL Events scadrà nel 2027, avrebbe bisogno di interventi strutturali importanti per consentire di accogliere un pubblico sempre più ampio come affermava già qualche mese fa proprio Viale: “Lo diciamo ogni anno, pensiamo che questo territorio debba pensare a un centro fieristico che sia centrale per la vita cittadina".
Gli accorgimenti messi in atto nel 2026
Per la nuova edizione, qualche piccolo adeguamento in seguito ai rincari dovuti alla crisi globale degli ultimi mesi non è mancato. “C’è stato qualche accorgimento - conferma Viale -. Sempre la stessa cifra è stata chiesta agli editori, poco più di 100 euro, e alle realtà culturali e altri soggetti che non vendono libri, 200 euro”. Una cifra più bassa rispetto ad altri eventi fieristici. “Gli editori possono pagare una cifra ridotta rispetto ad altri espositori, per questo la cifra chiesta rimane relativamente bassa”.
Nondimeno, qualche novità di cui si potranno accorgere i visitatori c’è. “Abbiamo preso qualche contromisura per risparmiare, come ad esempio sulle mappe cartacee, che da quest’anno saranno al costo di un euro oppure in versione digitale e abbiamo tolto le moquette dalle corsie.”
Nessun cambiamento però sui contenuti e i servizi sia ai visitatori e sia agli espositori. Torna invece l’accordo con Ascom che presto renderà noti ai professionisti del Salone quali ristoratori terranno aperto fino dopo le 22.



















