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Economia e lavoro | 06 aprile 2019, 07:44

La Compagnia di San Paolo alleata degli Atenei per essere sempre più i motori di sviluppo del territorio: 25,5 milioni per Torino

Rinnovate le convenzioni 2019-2021 con Politecnico, Università di Torino, ma anche Piemonte orientale e Federico II di Napoli. Per la prima volta, entra in gioco anche l'ateneo di Genova. Profumo: "Vogliamo contribuire a rendere il mondo accademico più attrattivo di talenti e vero generatore di innovazione". In UniTo le borse di dottorato verso quota 1400 euro

La Compagnia di San Paolo alleata degli Atenei per essere sempre più i motori di sviluppo del territorio: 25,5 milioni per Torino

Un'intuizione, una scintilla scoccata già quando Francesco Profumo era rettore del Politecnico: trovare sentieri da percorrere insieme alla Compagnia di San Paolo per dare corpo e forza a progetti che possono essere davvero "decisivi" per il mondo accademico di eccellenza.

Era il 2005, ma ora che Profumo siede sua poltrona di presidenza della fondazione di origine bancaria, la vocazione non è cambiata. Anzi. "Come Università ed enti strumentali investiamo quasi il 20% del totale delle erogazioni della Compagnia, ma ora con il nostro contributo vogliamo creare una leva finanziaria che rafforzi e migliori le performance delle università". E questo vuol dire abbandonare i singoli progetti, per spostarsi su un impatto più diffuso e strutturale. "Dai progetti, ci spostiamo sui processi", sottolinea il presidente.

I dati raccontano due cose: una "competenza geografica" che va oltre i confini piemontesi (oltre a Politecnico, Università di Torino e Piemonte Orientale ci sono anche la Federico II di Napoli e da quest'anno anche Genova) e un totale di 183,25 milioni erogati dall'inizio delle convenzioni rinnovate in questi giorni. Per PoliTo, i 10,5 milioni di questo biennio 2019-2021 portano a 50 i mulini erogati dal 2009 a oggi. Per UniTo i 15 milioni portano il totale a 91. Il nuovo ingresso di Genova riceverà 2,4 milioni da qui al 2021.

Qualcosa in meno, per Università di Torino e Politecnico, rispetto al triennio precedente, ma sono risorse che Compagnia lascerà destinate in ambito ricerca, ma che affiderà con bandi e dunque una progettualità propria, pur mantenendo il "bacino di utenza" sempre sul territorio piemontese.

"Vogliamo dare una mano, soprattutto prospettive ai ricercatori che si possono attrarre in un contesto in cui i migliori talenti sono molto contesi tra le varie realtà", spiega Profumo. "Ma anche creare quelle infrastrutture di ricerca che siamo di qualità, che proprio nell'attrattività dei talenti possono essere decisive".

Fondamentale anche il tema della didattica: "Perché è evidente e si espande il mancato incrocio tra percorsi formativi e nuovi posti di lavoro: circa il 25% dei posti disponibili restano scoperti perché non ci sono le competenze richieste. Ecco perché bisogna pensare a nuovi contenuti, ma anche nuovi modelli di insegnamento".

E non di minore importanza è l'aspetto dell'innovazione: "A volte manca un tassello tra la conoscenza generata, che è già eccellente e lo sviluppo generato sul territorio. Invece un territorio è più attrattore di sviluppo e investimenti quanto più anche il sistema universitario è in grado di creare un impulso positivo".

"Vogliamo sottrarci alla visione che ci vuole come bancomat del territorio,ma vogliamo proporre una nostra visione strategica e un nostro pensiero - aggiunge Alberto Anfossi, segretario generale di CSP - e siamo andati a incontrare i diversi atenei mettendo sul tavolo le nostre idee, pur nel rispetto dell'interlocutore. Le due cose si sono sposate bene".

Un esempio riguarda i dottorati. "Abbiamo sempre sostenuto le borse di dottorati, con 96 posizioni sui 4 atenei coinvolti - prosegue Anfossi - ma non eravamo del tutto soddisfatti. Ecco perché ora, per esempio, con Università di Torino non andiamo più a finanziare singole borse, ma a sostenere orizzontalmente tutte le 172 borse UniTo con un possibile delta aggiuntivo messo a disposizione da Compagnia di San Paolo, rendendo così più attrattive le posizioni e arrivando agli standard di circa 1400 euro come gli standard di Politecnico o Normale di Pisa".

"La sfida è anche per le stesse Università - conclude Profumo - visto che saranno i loro risultati a generale la premialità delle risorse messe a disposizione. Abbiamo l'ambizione di fare da apripista, sia per le altre fondazioni che magari in un futuro sapranno fare anche meglio di noi, sia per sviluppare un circolo virtuoso con le Università che siano sempre più consapevoli nel farsi una fotografia e nell'autovalutarsi. Tutto il sistema accademico ne avrebbe un vantaggio, non solo i migliori".

Sul tavolo, anche il tema Tne e Manufacturing Technology Center: nei giorni scorsi, alla presentazione dell'accordo tra le istituzioni e gli atenei per il rilancio della zona a Mirafiori, proprio le fondazioni bancarie erano state "evocate" come possibili partner per far crescere il progetto. E trattandosi di formazione d'eccellenza, didattica innovativa e incrocio tra domanda e offerta di lavoro, sembra avere tutte le caratteristiche per rientrare all'interno del confini tracciati dal presidente Profumo: "Come Compagnia abbiamo l'obbligo di investire preservando il patrimonio, dunque scegliamo progetti che portino rendimenti. Se ci sono le condizioni, perché no? Di certo, all'interno delle condizioni che poniamo per le nostre convenzioni ci possono essere spazi per progetti di questo genere, pur non essendo esplicitamente indicati".

Massimiliano Sciullo

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