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Eventi | 28 settembre 2019, 19:16

Lo storytelling fa rivivere il visionario Carlo Biscaretti di Ruffia al Museo dell'Automobile [FOTO]

Inaugurato il nuovo allestimento permanente per i 140 anni dalla nascita e i 60 dalla scomparsa del fondatore: disegni originali e allestimenti multimediali a cura dai diplomati delle Scuola Holden

Lo storytelling fa rivivere il visionario Carlo Biscaretti di Ruffia al Museo dell'Automobile [FOTO]

"Si pensa giustamente che sono l'unica persona in grado di tentare l'impossibile". E davvero un’impresa grandiosa, incredibile, Carlo Biscaretti di Ruffia l’ha compiuta, rendendo le quattro ruote non solo un utile mezzo di trasporto privato, ma un vero e proprio oggetto di culto, da ospitare in spazi espositivi che restituissero il giusto sfarzo all’ingegno dell’uomo e la potenza del motore. Oggi, a 140 anni dalla morte e 60 dalla scomparsa, il Museo dell’Automobile di Torino celebra il suo fondatore con un esclusivo allestimento permanente a lui dedicato, posto all’inizio del percorso di visita, dove si ripercorre la sua appassionante storia di avanguardista visionario.

Grazie al nuovo spazio multimediale, sarà lo stesso Biscaretti a dare il benvenuto ai visitatori e illustrare la genesi del suo progetto museale, modernamente pensato come spazio vivo per la città, di formazione e divulgazione. L’installazione consiste nella proiezione olografica del personaggio – interpretato dall’attore e doppiatore Roberto Accornero –, che si racconta in un divertente gioco di interazione con i ritratti dei suoi antenati. Le scene in prima persona si alternano a proiezioni video in cui una voce narrante, in terza persona, racconta gli episodi chiave della grande passione di Biscaretti per il mondo dell’auto.

L’obiettivo dell’esposizione – spiega Mariella Mengozzi, direttore del MAUTO è di offrire a tutti i visitatori un’esperienza di visita ancora più emozionante e coinvolgente. Volevamo far comprendere realmente la genesi del museo, il suo sviluppo, perché sono stati scelti certi veicoli e non altri. E volevamo farlo raccontare da Biscaretti stesso, mettendo in piedi qualcosa di molto simile a una sceneggiatura teatrale. Per questo abbiamo coinvolto alcune eccellenze del territorio. Grazie all’uso di tecnologie avanzate, siamo riusciti a dare risalto all’unicità della collezione museale. Ci auguriamo che la perseveranza e la passione del nostro fondatore possano essere, ancora oggi, di ispirazione e insegnamento per le giovani generazioni.”

Al progetto hanno partecipato anche sette allievi diplomati della Scuola Holden di Torino, che, suddivisi in due gruppi, si sono occupati di redigere i testi dell’ologramma e del video: a partire da un approfondito lavoro di studio e analisi dei documenti originali, lettere e disegni conservati nel Centro di Documentazione del MAUTO (come lo scambio epistolare con l'amico Enzo Ferrari), i ragazzi hanno dato nuova voce a Biscaretti, mettendone in evidenza l’euforia e la passione. “Ci siamo immersi completamente nella psicologia del personaggio – raccontano – e abbiamo riprodotto il suo quotidiano attraverso lo storytelling”.

Nato da una famiglia dell’aristocrazia piemontese, Biscaretti ereditò la sua passione per le automobili dal padre Roberto, primo presidente dell’Automobile Club di Torino e fondatore, insieme a Giovanni Agnelli, al conte di Bricherasio, all’avvocato Goria Gatti e altri, della Fiat. Terminati gli studi, e dopo aver lavorato nel commercio di cicli e automobili a Genova e Roma, Biscaretti rientrò a Torino per iniziare la libera professione nel campo tecnico-artistico, occupandosi del disegno pubblicitario e specializzandosi nella prospettiva meccanica. In questo periodo ebbe modo di dare sfogo ad apprezzatissimi virtuosismi con carta e matita: suoi sono infatti molti cataloghi di pezzi di ricambio delle maggiori fabbriche automobilistiche del tempo. Poi, nel 1933, la grande svolta: la direzione del Salone dell’Automobile, che quell’anno aveva sede a Milano, decise di tentare una mostra retrospettiva dell’industria del motore, incarico affidato proprio a Biscaretti. Il successo della mostra gli valse un titolo ancora più importante: la nomina a ordinatore del Museo dell’Automobile di Torino, istituito con delibera comunale il 19 luglio 1933. Tuttavia, per mancanza di fondi e locali adeguati, la prima sede museale fu lo Stadio comunale di Torino, poco frequentato dai visitatori. E il sopraggiungere della seconda guerra mondiale inabissò quasi del tutto l’impresa, senza aver raggiunto i risultati sperati. Ma, finalmente, nel 1957 il Museo ottenne una nuova sede, un edificio progettato dall’architetto Amedeo Albertini, inaugurato tuttavia a un anno dalla morte di Carlo Biscaretti, nel 1960.

Nel nuovo spazio espositivo del MAUTO, per raccontare la poliedricità degli interessi di Biscaretti, si è scelto di esporre una selezione di 33 opere originali realizzate in tecnica mista tra il 1921 e il 1957, rappresentative del suo percorso stilistico e della sua evoluzione artistica. La più spettacolare è senza dubbio “L’incidente”, una tavola umoristica di oltre 5 metri riportata al suo antico splendore grazie a un attento intervento di restauro realizzato con il sostegno di Club Italia.

Esposto anche il De Dion Bouton 1 ¼ hp del 1898, triciclo a motore costruito dalla fabbrica fondata nel 1881 dal conte Albert De Dion e da Georges Bouton. Proprio con un modello simile, Carlo Biscaretti iniziò la sua carriera nel mondo delle corse.

Infine, il Centro di Restauro del MAUTO ha effettuato il restauro funzionale della FIAT 18/24 HP del 1908. L'intervento, svolto sulle parti meccaniche, ha visto lo smontaggio della carrozzeria e del motore per revisionare, pulire, ripristinare e regolare tutti gli elementi della meccanica. La vettura tornerà in mostra nella sezione “Fervore meccanico” del percorso museale e rappresenterà il MAUTO al Salone di Padova il prossimo ottobre.

“Non è solo un omaggio al nostro fondatore – ha sottolineato il presidente del MAUTO Benedetto Camerana descrivendo il nuovo progetto –, ma soprattutto un’operazione strategica che ha l’obiettivo di fare conoscere al pubblico la natura assolutamente pionieristica del museo. Biscaretti ritorna, ma il suo è un ritorno al futuro”.

Tra gli eventi in programma per l’anniversario, martedì 12 novembre si terrà un convegno dal titolo “Ricetta per un museo”, cui parteciperanno i rappresentanti di istituzioni museali italiane e internazionali, chiamati a raccontare la storia del proprio museo a partire dal fondatore e dalla nascita della collezione. Seguendo la traccia lasciata dal genio di Biscaretti, che diceva: “È un’impresa che trascende le modeste possibilità dell’uomo qualunque e richiede doti eccezionali, quali il cervello di un veggente, il cuore di un artista, la tenacia di un animo temprato ad ogni battaglia, la superba fede di un pioniere.

Manuela Marascio

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