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Scuola e formazione | 16 gennaio 2020, 09:13

Primaria Pellico e Centro di istruzione per adulti, "Restano grandi perplessità"

Riceviamo e pubblichiamo la replica dell'avvocato Giorgio Vecchione

Primaria Pellico e Centro di istruzione per adulti, "Restano grandi perplessità"

Gent.mo Direttore,
in merito all'ordinanza del TAR Piemonte che, al momento ha solo rigettato l’istanza cautelare delle famiglie della primaria Pellico, ho preso visione del comunicato stampa del Comune di Torino, un comunicato che genera solo grandi perplessità e tali perplessità derivano non tanto dalla prosecuzione della forzata convivenza della primaria Pellico con il Centro di Istruzione per adulti, quanto piuttosto dalle condizioni in cui tale coabitazione dovrà proseguire.
Il giudizio, almeno in questa fase cautelare, ha comunque avuto il merito di dimostrare quanto era stato denunciato dalle famiglie con il ricorso introduttivo del giudizio, ossia la gravissima carenza di personale scolastico ausiliario idoneo a garantire il controllo delle interferenze tra adulti e bambini, oltre che la necessaria vigilanza sull’intera struttura immobiliare.
È stato, infatti, lo stesso dirigente dell’Istituto Matteotti Pellico a rivolgere al provveditorato, nella persona dell'uscente dirigente dott. Suraniti, un accorato appello finalizzato ad ottenere un minimo di due collaboratori scolastici supplementari, ed in tutta risposta il dirigente uscente non ha ritenuto di concedere al dott. Rastelli nemmeno la possibilità di discutere, di persona, il problema, negando qualsiasi dotazione di organico.   Tale corrispondenza, proveniente dalla stessa Amministrazione scolastica, non è stata, evidentemente, ritenuta rilevante dal Giudice Amministrativo, che ha concentrato maggiormente la propria attenzione su altri aspetti, più squisitamente formali.
In tale contesto, infatti, i temi riguardanti le competenze specifiche del Consiglio di Istituto o la presunta carenza di giurisdizione del giudice amministrativo sul tema sicurezza (aspetti in diritto che si stanno attentamente valutando in prospettiva di un eventuale appello cautelare al Consiglio di Stato), appaiono recessivi a fronte di una  situazione di conclamato rischio e pericolo, denunciato non tanto dai ricorrenti, ma dichiarato ed ammesso dallo stesso dirigente della scuola primaria Pellico.
In tale contesto è difficile pensare al fatto che l’Amministrazione comunale abbia conseguito davvero una “vittoria” da poter ostentare con un comunicato stampa, perché questa vittoria lascia completamente irrisolti i problemi di sicurezza dei minori.
Sia chiaro, sempre, che i timori delle famiglie non si legano alla natura dei CPIA, di cui si condivide l’importanza sociale, ma sono figli dell'interesse primario dei genitori alla sicurezza dei figli, allorché vengono affidati all’Istituzione scolastica.
Avv. Giorgio Vecchione

redazione

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