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Economia e lavoro | 23 gennaio 2020, 13:10

Crisi occupazionali, Nosiglia ancora in prima linea lancia un appello a parlamentari: "Unitevi per trovare una soluzione positiva"

L'arcivescovo di Torino ha scritto a deputati e senatori: "Il Governo affronti con determinazione queste situazioni: scrivete un'interpellanza bipartisan". Agli istituti finanziari chiede di sostenere gli investimenti delle imprese, mentre alle parrocchie chiede di lanciare collette a favore di chi rischia il lavoro

Crisi occupazionali, Nosiglia ancora in prima linea lancia un appello a parlamentari: "Unitevi per trovare una soluzione positiva"

Tutti uniti, per trovare una soluzione alle tante vertenze che affliggono il tessuto produttivo torinese e non solo. Tra mondo politico, istituzioni e sindacati, ancora una volta è il massimo esponente della Chiesa a mettersi in prima fila quando si parla di crisi industriali e problemi occupazionali. L'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, torna a parlare su un tema che ha dimostrato stargli molto a cuore. E rivolgendosi in particolare al mondo della politica - ai parlamentari regionali - ha rilanciato il suo appello a sostegno di chi è in difficoltà.

"Di fronte al perdurare delle crisi in diverse imprese del territorio sento il dovere di invitare tutti i deputati e senatori piemontesi di ogni schieramento a unirsi per sollecitare, anche mediante una interpellanza parlamentare unitaria, il Governo affinché affronti con determinazione queste situazioni e ne accompagni lo sviluppo verso una soluzione positiva", scrive Nosiglia, che in questi mesi ha spesso dimostrato la sua vicinanza ai lavoratori a rischio con incontri, celebrazioni di Messe e visite presso le aziende.

Ho incontrato molti di questi lavoratori e le loro famiglie - prosegue - e mi sono rafforzato nella convinzione che la solidarietà con loro non è né assistenza né elemosina, ma un contributo concreto alla tenuta dell’intero nostro sistema economico e sociale. Lasciar andare alla deriva persone e famiglie di lavoratori significa impoverirci e indebolirci tutti". 

Ma non è solo il mondo politico a finire nella platea di interlocutori di Nosiglia. C'è spazio anche per il mondo delle banche: "Mi sento di domandare, con forza e con convinzione, agli Istituti di credito di farsi carico nel sostenere eventuali investimenti di imprese che si propongono di continuare o assumere il lavoro in queste aziende in difficoltà. Facciano sentire la loro voce insieme alla Regione e ai Comuni coinvolti anche la Confindustria e le diverse associazioni e realtà del mondo del lavoro, in vista anche del «tavolo» di intesa e unità tra tutte le componenti interessate a promuovere un’azione concorde per affrontare insieme la situazione globale del lavoro sul nostro territorio".

Ultimo, ma non per importanza, il pensiero e lo stimolo che l'arcivescovo di Torino indirizza alle sue forze sul territorio: le parrocchie. "Chiedo alle parrocchie delle Unità pastorali in cui operano queste aziende in crisi di indire una colletta per le necessità dei lavoratori e delle loro famiglie. La Diocesi, come più volte ho assicurato, farà la sua parte anche su questo aspetto perché la solidarietà e la giustizia verso chi è in difficoltà rappresentano uno dei compiti primari della Chiesa di Torino. A tal proposito ricordo la possibilità di mettersi in collegamento con la Fondazione don Mario Operti, ente operativo della Diocesi che opera nel campo della promozione dell’autonomia delle persone, per avviare percorsi di sostegno al reddito e alla ricollocazione professionale".

E all'appello non mancano le risposte. Come quella di Corrado Alberto, presidente di Api Torino: "Ha ragione il nostro Arcivescovo Cesare Nosiglia a richiamare tutti alle loro responsabilità per affrontare davvero la crisi che colpisce da troppo tempo il nostro territorio. Siamo in una situazione di emergenza che deve essere affrontata adeguatamente, ma è necessario farlo tenendo conto dei ruoli di ogni componente del sistema economico e sociale. La presenza del sistema delle PMI a tutti i momenti di confronti è confermata e doverosa. Ma le imprese devono poter fare le imprese ed essere quindi messe nelle condizioni di compiere delle scelte, anche dolorose, di sviluppo. E’ necessario allo stesso tempo attuare efficaci politiche di ammortizzatori sociali per affrontare l’emergenza. Oltre a questo, è necessario arrivare a definire una politica industriale che sia davvero tale e che sia condivisa, partecipata e soprattutto basata sulla ricerca di valori comuni di impatto sociale e ambientale”. “Solo così - conclude - è possibile provare a dare un futuro a questo territorio. Un futuro non fatto di assistenzialismo ma di prospettive economiche concrete e positive”.

Dal fronte delle banche, è il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, a rispondere: "Apprezziamo la chiamata dell'arcivescovo Nosiglia e accogliamo l'invito che rivolge al sistema bancario. Intesa Sanpaolo ha a cuore il futuro di questo territorio, al quale ci lega un rapporto storico e profondo. Il sostegno alle imprese e alle famiglie non verrà meno, così come la collaborazione con le istituzioni, le forze della società, le associazioni di volontariato e culturali, in particolare nelle iniziative volte a superare le difficoltà in corso.  Il territorio può fare pieno affidamento sulle oltre 8.000 mila persone di Intesa Sanpaolo in Piemonte, di cui circa 3.700 a Torino. Grazie a loro stiamo garantendo l’accesso al credito, ponendo la crescita solidale tra gli elementi imprescindibili della nostra attività".

E aggiunge: "L’11 febbraio organizzeremo a Torino la presentazione alle imprese del progetto Giovani e Lavoro che accompagna disoccupati tra i 18 e i 29 anni verso aziende che necessitano di personale attraverso una formazione specifica disegnata sulle richieste delle imprese stesse. Un progetto avviato in altre città con un tasso di assunzione dell’80%".

Massimiliano Sciullo

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