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Economia e lavoro | 23 gennaio 2020, 15:18

Ex Embraco, Traces si candida per assorbire 50 dei lavoratori oggi sotto Ventures

Il dossier già sul tavolo del Mise: l'azienda ha fatturato 1,5 milioni di euro nel 2019 e punta a raddoppiare nel 2020, anche grazie a un accordo con una grande multinazionale. Intanto l'incontro al ministero per la vertenza è fissato per il 3 febbraio

Ex Embraco, Traces si candida per assorbire 50 dei lavoratori oggi sotto Ventures

E' la Traces di Daniele Tartaro la prima azienda che potrebbe contribuire a risolvere il rebus ex Embraco, assorbendo circa 50 (degli oltre 400) dipendenti.

Qualche indizio era stato sparso già nei giorni scorsi, a margine dell'incontro che si era tenuto ai cancelli dello stabilimento di Riva di Chieri con i sindaci della zona e con i parlamentari. L'ipotesi per il "dopo Ventures"? Non più un solo investitore che reindustrializzi il sito, ma più imprenditori, ciascuno per la propria parte e possibilità.

Lo stesso sindaco di Chieri, Alessandro Sicchiero, aveva parlato di contatti con persone già interessate a investire. Addirittura di un dossier già spedito a Roma al Mise, quando però la soluzione prediletta dal ministero era quella di un unico soggetto pronto a subentrare a Whirlpool. Aveva parlato di biomedicale, il primo cittadino chierese. E infatti Traces è un'azienda specializzata in contenitori innovativi per il prelievo e la conservazione di campioni bioptici (frammenti di tessuto umano, insomma).

Nel 2017 l'azienda aveva investito 150mila euro in ricerca e sviluppo, mentre nel 2019 ha registrato un fatturato da 1,5 milioni, con l'intenzione di raddoppiarlo nel 2020. E lo stesso Tartaro, 54 anni, non è un nome nuovo sul territorio, visto che in passato aveva partecipato alla vita politica e lo scorso anno era stato candidato proprio con Sicchiero alle Comunali.

E proprio Tartaro ha spiegato all'Ansa: "Abbiamo un capannone che dista un chilometro dalla ex Embraco, oggi lavorano per noi 20 persone, ma abbiamo intenzione di espanderci". Traces vanta infatti una forte presenza sui mercati stranieri, fatta eccezione per gli Stati Unici. Ed è imminente un accordo con un grosso player di livello europeo.

Proprio l'impulso che spinge ad ampliare la forza lavoro. Soprattutto per gli aspetti amministrativi e per l'assemblaggio di materiale.

Intanto, sindacati e lavoratori attendono la nuova convocazione dal Mise, proprio per fare il punto della situazione, anche alla luce del rientro in gioco di Invitalia e di Whirlpool. Proprio Whirlpool, peraltro, sarà ricevuta verso fine mese dal ministero per quanto riguarda anche la situazione di Napoli. La data fissata è quella del 3 febbraio alle 15. "Il fatto che comincino a manifestarsi dei progetti industriali è un risultato delle mobilitazioni e delle iniziative che abbiamo messo in campo in questi mesi - commenta Ugo Bolognesi, di Fiom -. Come è un risultato che siano coinvolti e che si assumano le proprie responsabilità sulla vicenda la Whirlpool e Invitalia. La cabina di regia però è compito del Ministero dello sviluppo economico, vogliamo che venga convocato al più presto il tavolo di crisi e che ci venga presentata quella che il sottosegretario Todde ha definito "road map verso la soluzione". Chiediamo vengano erogate immediatamente le mensilità mancanti e tutte le voci non pagate da Ventures".

E Vito Benevento, di Uilm, aggiunge: "L'interessamento di nuovi soggetti industriali è positivo, ma dovremo valutare nel merito la solidità delle proposte e soprattutto quali capacità di ricollocazione dei lavoratori saranno messe complessivamente in campo. E' evidente che non si deve cadere in un secondo fallimento quale è stato l'ormai tramontato progetto Ventures".

 

Massimiliano Sciullo

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