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Attualità | 10 febbraio 2020, 14:50

Sotto il Comune la rabbia dei lavoratori presso il Caat: “Ai Mercati Generali 800 lavoratori in nero, siamo stufi”

Presidio indetto dal sindacato Cobas: “Concorrenza sleale, evasione fiscale e contributiva. Le condizioni dei lavoratori continuano a peggiorare”

Sotto il Comune la rabbia dei lavoratori presso il Caat: “Ai Mercati Generali 800 lavoratori in nero, siamo stufi”

Dietro la frutta e la verdura che ogni giorno finisce sulle tavole dei torinesi vi sono i volti e le storie di centinaia di lavoratori che lavorano ai Mercati Generali, il luogo fisico da cui parte la merce che riempie scaffali e banchi dei negozi e dei mercati cittadini.

Ed è da loro che si leva un grido di rabbia proprio sotto Palazzo Civico: i lavoratori aderenti al sindacato Cobas hanno manifestato il loro malcontento per condizioni di lavoro ritenute “sempre peggiori” e “non dignitose”. La richiesta che riassume le tante istanze portate all’attenzione dell’amministrazione è quella di “legalità”. Una legalità che, a detta dei lavoratori, non sempre viene rispettata all’interno del mercato ortofrutticolo di proprietà della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

I problemi denunciati con il presidio sono tanti: da contratti di appalto irregolari e sempre più al ribasso al lavoro nero con relativa evasione fiscale, passando per le vessazioni subite dai lavoratori e alle cooperative che aprono e chiudono in continuazione “per evadere e scaricare sull’Inps il pagamento delle liquidazioni e dei contributi dei lavoratori”. Non mancano poi le denunce in merito a presunti salari fuori regola e violazioni di diritti contrattuali quali ferie, permessi e straordinari.

Il dialogo con l’Amministrazione non manca a detta dei lavoratori, ciò che sembra però venire meno sono azioni concrete per  dare una sferzata a una situazione ormai invivibile: “Sembrava ci fossero le condizioni e la volontà di andare verso una normalizzazione, costatiamo che per ora nulla è cambiato”. “Non possiamo più accettare questa illegalità che fa pagare alla collettività i costi dell’evasione delle cooperative” attacca Francesco Latorraca, coordinatore Si Cobas. “E’ ora che si risolvano davvero le problematiche del sistema Caat con fatti concreti, è ora di rompere l’inettitudine del Comune e della Direzione” conclude il rappresentante sindacale.

L’azienda, venuta a conoscenza delle dichiarazioni rilasciate dal sindacato, ha voluto precisare: “Tutti i dipendenti del CAAT sono perfettamente in regola e mai è stato rilevata dall'ispettorato del lavoro alcuna irregolarità contributiva né tanto meno l'esistenza di lavoro nero”. 

 “Nessun dipendente del CAAT ha preso parte alla manifestazione che viene citata nell'articolo e quanto riportato nel titolo dell'articolo non è riferibile a lavoratori del CAAT, bensì a lavoratori di cooperative/società di facchinaggio che svolgono attività di movimentazione merci in qualità di conduttori di spazi all'interno del nostro centro; - Il servizio di movimentazione merci e facchinaggio, prestato dalle ditte di movimentazione, rientra nell'ambito di un'attività commerciale tra le aziende insediate all'interno del Centro e le ditte di movimentazione, rispetto al quale il CAAT resta soggetto estraneo” afferma Marco Lazzarino, presidente CAAT. 

“Tutto ciò premesso, mi preme in particolar modo segnalare che la Società Consortile CAAT è impegnata, attraverso il proprio Consiglio di Amministrazione e la Direzione Generale, a contrastare qualsiasi tipo di lavoro irregolare che possa svolgersi all'interno del Centro. La Società ha da tempo avviato un costante confronto con la Questura di Torino per la formalizzazione di un Protocollo di Legalità dal quale far discendere, successivamente, un nuovo Regolamento per il servizio di movimentazione merci e facchinaggio, nel chiaro intento di superare talune situazioni di criticità ereditate dal passato. Il livello di attenzione nei confronti del sistema di movimentazione merci e facchinaggio all'interno del Centro è sempre stato alto, traducendosi nella costante collaborazione con gli Organi preposti (ispettorato del lavoro, questura) da cui è scaturita quella attività ispettiva che ha interessato numerose aziende di movimentazione insediate presso il CAAT. In questo contesto, da ultimo, si segnala il costante monitoraggio operato dalla Società, nell'ambito delle competenze ad essa ascritte, che ha recentemente portato alla revoca di una ditta di movimentazione merci e facchinaggio presente all'interno del Centro” conclude l’azienda, fornendo quindi la versione ufficiale e rispondendo, di fatto, alle affermazione rilasciate dal sindacato. 

Andrea Parisotto

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