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Sanità | 10 marzo 2020, 18:14

Coronavirus, la denuncia di Anao Assomed: "Mancano mascherine e dispositivi di protezione in molti ospedali"

"Gli operatori lavorano con rischio altissimo di infettarsi: inaccettabile"

Coronavirus, la denuncia di Anao Assomed: "Mancano mascherine e dispositivi di protezione in molti ospedali"

La denuncia del sindacato Anao Assomed è di quelle pesanti: "In tutti gli ospedali Piemontesi i dispositivi di protezione individuale sono gravemente carenti: non vi sono sufficienti mascherine chirurgiche. Gli operatori lavorano senza protezione, con un rischio altissimo di infettarsi".

"Secondo le ultime direttive regionali, i sanitari esposti a casi Covid-19 positivi, sia a medio che ad alto alto rischio, possono non essere sottoposti a tampone", prosegue la nota diffusa da Anao Assomed Piemonte. "NON accettiamo nel modo più assoluto che medici ed infermieri rischino la salute e la vita lavorando. Se loro diventeranno COVID positivi, chi curerà i pazienti? NON accettiamo che il personale esposto non venga sottoposto a tampone e continui a lavorare con il dubbio di essere positivo per due settimane. Vivendo, al rientro dal lavoro, per 15 giorni in isolamento famigliare, con l’incubo di essere infetto e trasmettere il Sars-COV-2 a genitori e figli".

"NON lo accettiamo perché un paese che si blinda, non può permettere che i suoi operatori si infettino e siano poi mandati in giro per le corsie, contribuendo alla diffusione della malattia. Se i DPI non sono sufficienti, che si acquistino con urgenza. Se i tamponi non sono sufficienti, che si trovino. Se il personale non è sufficiente, che si assuma. Se il test non è ritenuto valido da un punto di vista scientifico negli asintomatici, che se ne validi con urgenza un altro. Chiediamo di essere protetti. È urgente fornire agli ospedali un numero adeguato di DPI".

"È necessario modificare le indicazionI e fare i tamponi alle esposizioni di medio/alto rischio. NON uno di noi deve infettarsi o vivere come se fosse infetto, senza sapere se lo è veramente, per due settimane. Tantomeno lavorando", conclude la nota.

comunicato stampa

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