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Politica | 28 marzo 2020, 13:16

Emergenza Coronavirus, l'appello di Appendino ai torinesi: "Condividete le vostre tecnologie con i vicini"

L'assessore all'Innovazione Pironti: "Wi-Fi, hardware o computer: c'è un problema di digital device. I condomini mettano a disposizione le risorse in eccesso con chi ne ha bisogno"

Emergenza Coronavirus, l'appello di Appendino ai torinesi: "Condividete le vostre tecnologie con i vicini"

Superare il divario tecnologico facendo rete tra vicini, condividere le connessioni wi-fi o prestarsi i computer: è questo l'appello di Chiara Appendino e dell'assessore comunale all'Innovazione Marco Pironti ai cittadini torinesi.

"L'emergenza la superiamo se agiamo da comunità. In questa situazione alcuni beni sono importanti, come l’accesso alla rete. Vi chiedo di condividerli con le persone vicino a voi. Si può fare la differenza con un piccolo gesto" ha affermato la sindaca Appendino, consapevole come la quarantena forzata a causa del Coronavirus abbia di fatto inasprito alcune differenze, soprattutto tecnologiche. 

Dello stesso parere Pironti: "Il divario tecnologico non consente a tutti di accedere alle stesse risorse con gli stessi tempi e modalità". Da Palazzo Civico però al momento non arriva una soluzione per i cittadini: ecco perché sindaca e assessore si appellano al senso di comunità dei torinesi. "Nelle nostre case oggi potremmo disporre di computer in accesso rispetto alle nostre esigenze. Molte famiglie hanno la fibra o una connessione veloce, a volte la disponibilità è più ampia rispetto al bisogno. Richiamiamo ogni condominio o unità abitativa a mettere a disposizione quelle risorse in eccesso a chi vive nello stesso stabile ha delle mancanze" è l'invito di Pironti.

Dalle connessioni agli hardware, passando per i dispositivi, l'appello è trasversale. Intanto, mentre gli uffici di Palazzo Civico sono al lavoro per trovare una soluzione al digital device che si è abbattuto sui cittadini, Pironti ha ricordato quanto fatto per stare vicini alle fase più deboli: "Siamo partiti dalle fasce più deboli, i nostri anziani, portando sistema di video conferenze nelle Rsa. Il primo ospedale è stato il Cottolengo, oggi sono in consegna altre 15 postazioni". L'assessore, in conclusione, ha poi annunciato di avere un progetto per dare una risposta anche alle esigenze delle persone in carcere.

Redazione

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