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Il Punto di Beppe Gandolfo | 30 marzo 2020, 07:00

Che peccato aver dimenticato Macario

Ma ci piace chiudere proprio con il grande Macario che era uso ripetere “lo vedi come sei?…lo vedi come sei?”

Che peccato aver dimenticato Macario

Fra le regole d’ oro per sopravvivere a questa maledetta quarantena c’ è quella di svagare la mente, di parlare d’ altro. Magari di qualcosa di frivolo, ma nemmeno poi tanto. Ad esempio ricordare un grandissimo comico, Erminio Macario. Nei giorni scorsi è caduto –quasi nel silenzio - il 40° anniversario della sua morte, a Torino  nel 1980, a 78 anni.

E’ stato l’ immagine divertente e di successo del nostro Piemonte per almeno mezzo secolo. Alcuni critici lo considerano l’ inventore del cinema comico italiano, lanciò decine e decine di meravigliose soubrette, portò in teatro, in tv e sul grande schermo la maschera dell’ umorismo piemontese, così raffinato, ironico e mai volgare, non disdegnando di usare la nostra lingua e facendo della cadenza dialettale e della nostra tipica bonomia la caratteristica peculiare delle sue interpretazioni.

Ebbene, se oggi fate il nome di Macario, tantissimi giovanotti piemontesi vi guarderanno con occhi straniti. Sicuramente conoscono Totò, Franco e Ciccio, Raimondo Vianello… ma Macario no.

Colpa delle grandi tv che hanno dimenticato i suoi film, le sue riviste e le sue commedie. La colpa però è anche nostra: a Roma e a Ragusa, in Sicilia, c’è una via intitolata a Erminio Macario, a Torino, Asti, Cuneo no!

C’è via Macario a Grugliasco, Trofarello, Chieri, Moretta, Piasco (forse dimentico qualche altro comune) ma l’ unica scuola intitolata al grande comico piemontese si trova a Coazze. Per il resto niente, nemmeno un teatro. Alle vetrine della sua casa, il teatro La Bomboniera in via Santa Teresa a Torino, da anni c’è il cartellone sbiadito “vendesi”; pochissime compagnie mettono in scena le sue commedie .

Eppure a Torino c’ è corso Unione Sovietica (nazione sparita dal 1991), un giardino intitolato a Augusto Daolio (con tutto il rispetto, indimenticato cantante dei Nomadi), a Cuneo c’è via Alta e via dell’ Asilo, ad Asti un’ area Fabrizio De Andrè (grandissimo e amato) e via della Fontana. E potremmo continuare…

Ma ci piace chiudere proprio con il grande Macario che era uso ripetere “lo vedi come sei?…lo vedi come sei?”

E invitava a “lasciare a casa i sagrin (dispiaceri) e divertitevi con me”. Mai attuale come oggi.

Beppe Gandolfo

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