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Cronaca | 05 aprile 2020, 14:55

Un piemontese a Wuhan: "Mi sento molto sicuro, quando finirà la quarantena avremo una app per controllare la temperatura"

Testimonianza dal territorio che ha visto l'esplosione del contagio del Covid 19. "Sono pochissimi quelli che non rispettano le direttive, alle entrate dei palazzi ci sono sempre i guardiani a controllare che nessuno esca"

Un piemontese a Wuhan: "Mi sento molto sicuro, quando finirà la quarantena avremo una app per controllare la temperatura"

Forse la verità su questo virus che sta tenendo in scacco il mondo non si saprà mai e, se è vero che il governo cinese fin dallo scoppio dell'epidemia è stato accusato di nascondere informazioni realistiche, la Cina sta tornando alla normalità.

Un'inchiesta di un quotidiano cinese, suggerisce che i morti a Wuhan possano essere ben di più rispetto alle stime ufficiali, di fatto c'è chi da Asti già da molti anni ci vive e ci lavora e racconta di una città dove si vive in sicurezza.

Nick, nome di fantasia perché preferisce non comparire, lavora ormai da anni a Wuhan dove si è recato su consiglio di un amico.

"Mi ci trovo benissimo e sono rimasto qui ad attendere la fine della quarantena . Il virus è iniziato a gennaio e lo Stato ha iniziato subito a consigliare di stare attenti e usare protezioni, subito dopo, il  23 gennaio è partita la quarantena che qui ha significato il blocco totale. Tutti in casa, blocco di tutti trasporti pubblici, aerei e mezzi propri. Chiusi i locali, tutti".

Nick ci spiega che la quarantena sta proseguendo, non è ancora affatto terminata, ma che aprile potrebbe essere l'inizio di una riapertura graduale, mentre nel resto della Cina si è già iniziata una timida rinascita.

"I generi di prima necessità vengono consegnati porta a porta, sono pochissimi quelli che non rispettano le direttive, alle entrate dei palazzi ci sono sempre i guardiani a controllare che nessuno esca e passano a misurare la temperatura. Però da casa tramite wechat si ordina e si può avere tutto ciò che serve. Non mi è mai mancato nulla.

Tramite wechat o whatsapp sento i miei famigliari ad Asti,  leggo e guardo su internet tutte le notizie. Le giornate passano tra cucinare pranzo e cena, guardare film e i social . Penso che prima di settembre non sarà facile tornare , poiché dovrei fare quarantena quando arriverei in Italia e quarantena per tornare in Cina, aspetterò che la situazione si stabilizzi al meglio".

La normalità per Nick che ha anche un bimbo che vive in Italia con la mamma, era venire in Italia più o meno tre volte l'anno.

"Sia chiaro, non ci regalano nulla, paghiamo regolarmente tutte le bollette e tutto ciò che compriamo, ma una volta alla settimana ci danno in regalo una borsa di verdure o pesci. Purtroppo non prendo lo stipendio dal 1 gennaio ma sono certo che si ripartirà più forti di prima. Cerco di non lamentarmi e penso positivo. Qui a Wuhan, quando ci sarà la riapertura, avremo un codice sul telefono che con una app misura le temperatura e una scheda personale  per confermare lo stato di salute. Devo ammettere che qui mi sento molto sicuro".

Betty Martinelli

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