/ Cronaca

Cronaca | 23 aprile 2020, 10:33

Coronavirus, l’appello dei dog sitter: “Lasciateci ripartire, il nostro lavoro è essenziale”

Durante la pandemia molti si sono occupati dei cani in forma gratuita. Con l’inizio della Fase 2 rischiano però di restare bloccati

Coronavirus, l’appello dei dog sitter: “Lasciateci ripartire, il nostro lavoro è essenziale”

“L’auspicio è che nella “fase 2” ci permettano di riprendere il nostro lavoro, un servizio necessario per chi lavora, per le persone in condizioni di salute precaria e per gli anziani ai quali che non possono uscire da casa”. Ad affermarlo è Mehdi Jahdari, referente di una decina di dog sitter, educatori cinofili e titolari di pensioni per cani della provincia di Torino, che ha scritto una lettera indirizzata all’Ascom, agli assessori comunali Alberto Sacco e Alberto Unia e all’assessore regionale Andrea Tronzano.

“Durante la pandemia il governo ha bloccato anche la nostra attività - spiega Jahdari, fondatore della “Me Dog” - ma durante l’emergenza io insieme ad altri colleghi abbiamo aderito all’iniziativa della Protezione civile #iorestoacasa, aiutando in forma gratuita i proprietari dei cani impossibilitati a uscire. In vista della probabile ripartenza del 4 maggio, però, sembra che l’attività di dog sitter non sia considerata essenziale, essendo equiparata a quella di lavanderie, parrucchieri, estetisti, tutte con codice Ateco 96".

"È vero che il nostro è un servizio alla persona - spiega Jahdari - ma dedicato ai cani, assicurare il benessere degli animali è l’obiettivo primario. Anche loro, infatti, sperimentano una condizione di disagio nello stare reclusi in casa, senza possibilità di muoversi in modo adeguato, di incontrare i propri simili. Per molti di loro questa situazione ha implicato uno stravolgimento delle abitudini e sappiamo bene, poiché lo viviamo sulla nostra pelle, quanto possa essere stressante un cambiamento così improvviso”.

E ancora: “Sono molti gli anziani che possiedono un cane e che potrebbero limitare le loro uscite affidandosi a una persona esterna di fiducia. Senza dimenticare i medici, gli infermieri e tutte le altre categorie sanitarie che lavorano senza tregua, che non disdegnerebbero un aiuto per la gestione del proprio animale domestico”.

Marco Panzarella

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium