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Economia e lavoro | 06 agosto 2020, 07:36

Il vino Sassicaia l’unione perfetta tra Italia e Francia

Il Sassicaia è oggi tra i più pregiati e costosi al mondo e trova origine negli anni '20 del secolo scorso

Il vino Sassicaia l’unione perfetta tra Italia e Francia

Emblema dell’universo vinicolo italiano è senza ombra di dubbio il vino Sassicaia, vino dal colore rosso rubino intenso che si presenta all’olfatto con una fragranza fruttata e qualche nota speziata.

Il Sassicaia è oggi tra i più pregiati e costosi al mondo e trova origine negli anni '20 del secolo scorso, dal visionario Marchese Mario Incisa della Rocchetta. L’idea del marchese è quella di realizzare un vino di carattere, dal DNA ibrido: coltivato in Italia, ma con uve di origine francese, nel dettaglio utilizzando uve di tipo Cabernet Sauvignon e di Cabernet Franc, provenienti dall’area di Bordeaux.

La storia

Queste due varietà di vigneti diedero i primi frutti nel 1944, anno in cui vennero prodotte le prime bottiglie di Sassicaia, inizialmente destinate ad un consumo familiare. Solo a partire dalla seconda metà del secolo scorso, questo vino inizia ad essere commercializzato in tutta Europa. Come infatti i più pregiati vini francesi, il vino Sassicaia detiene un primato unico per quanto riguarda il territorio italiano: dispone di una sua specifica DOC e può essere prodotto solo dall’impresa tenuta San Guido che possiede tutti i vigneti dell’area DOC.

Dopo dieci anni dall’inizio di quest’avventura, Mario Incisa della Rocchetta espande il vigneto. E lo fa in un podere della tenuta che morfologicamente gli ricorda quello di Graves, nell’amata Bordeaux: un terreno sassoso, una sassicaia appunto, e proprio dalla tipologia del terreno di produzione deriva il nome di uno dei più grandi vini italiani; un nome che ricorda lo spirito visionario del suo inventore. L’esposizione solare e le brezze marine e il suono del vento che soffia sul mare, hanno fatto il resto. Nel 2018 il vino Sassicaia annata 2015 viene eletto miglior vino dell’anno e si configura come una sorta di vitigno della nobiltà, di chi può permettersi il lusso di aspettare finché non è pronto.

Il Sassicaia a Tavola

Il frutto di questa storia è un vino potente e raffinato, dal colore rosso granato intenso.

A tavola, il Sassicaia si sposa perfettamente con la grande tradizione toscana di carni rosse, come una squisita tagliata di chianina, oltre a selvaggina e cacciagione. Ottimo anche per accompagnare grandi brasati, paste fresche insaporite da ragù di carne, formaggi stagionati e piatti dalla corposità tipica toscana.

Nel calice il vino Sassicaia appare di un colorito rosso regale con qualche riflesso granata e presenta un sapore asciutto, robusto, secco, aromatico ed armonioso. Nonostante abbia un odore fruttatoche richiama il profumo delle bacche di bosco, al gusto, il tono fruttato svanisce a vantaggio di una piacevole acidità agrumata. É un vino con una struttura piuttosto consistente e compatta, ma che mantiene sempre la sua eleganza e raffinatezza.

Questa varietà vinicola viene oggi conservata in tini di legno di rovere, per la fermentazione, e in barriques francesi, per l’invecchiamento; il tutto in locali a temperatura rigorosamente controllata.

Qualunque varietà di Sassicaia può essere vendemmiata solo successivamente a un periodo di invecchiamento di 2 anni, di cui 18 mesi in botti di legno con una capacità massima di 225 litri. Inoltre, il titolo alcolometrico deve essere almeno di 11,5%.
In conclusione il vino Sassicaia, è patrimonio della cultura vinicola ed enogastronomica italiana.



Richy Garino

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