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Sanità | 28 ottobre 2020, 18:02

Il controllo remoto dei dispositivi impiantabili in Piemonte: la trasformazione in telemedicina di servizi essenziali per i pazienti cardiologici durante la pandemia

Con questo procedimento le Cardiologie potranno veder riconosciuta la possibilita’ di controllare molti pazienti portatori di dispositivi salvavita, al proprio domicilio, come se venissero in ospedale

Il controllo remoto dei dispositivi impiantabili in Piemonte: la trasformazione in telemedicina di servizi essenziali per i pazienti cardiologici durante la pandemia

Il controllo remoto dei dispositivi impiantabili quali pacemaker, defibrillatori, loop recorder e’ finalmente riconosciuto dalla Regione Piemonte che con la delibera emanata venerdi’ scorso si diventa una delle quattro regioni italiane in cui viene riconosciuta questa prestazione.
Con questo procedimento le Cardiologie potranno veder riconosciuta la possibilita’ di controllare molti pazienti portatori di dispositivi salvavita, al proprio domicilio, come se venissero in ospedale. Oltre all’indubbia comodita’ per i pazienti che sono generalmente piuttosto anziani e affetti da piu’ patologie croniche e i loro accompagnatori sovente costretti a chiedere permessi o giorni di ferie, il sistema permettera’ di non affollare piu’ gli ambulatori ospedalieri il che, vista la situazione di pandemia COVID e’ assolutamente auspicabile. Il Dottor Alessandro Stecco Presidente della IV Commissione Sanita’ dell’a Regione Piemonte ha cosi’ commentato: “Sono contento che dopo solo 15 mesi nonostante le due ondate di coronavirus l'assessorato alla sanita' con cui ho collaborato fattivamente per portarla a termine abbia finalizzato la delibera per il riconoscimento della misurazione a distanza del pacemaker cardiaco e dei cardiodefibrillatore. Questo avviene nel contesto che gia' a luglio ci ha portato molto avanti come regione con una deliberazione che rende possibile al telemedicina in tutte la Aziende sanitarie, cosa che durante questo difficile periodo con le necessita' di distanziamento assume ancora una maggiore rilevanza. I pazienti infatti potranno essere monitorati a distanza e cosi anche i dispositivi biomedicali cardiaci impiantati, con una maggiore sicurezza e con minore necessita' di visite in presenza e di viaggio per doverle fare. Ringrazio per il lavoro fatto in Assessorato i primari di Cardiologia del Maria Vittoria dell'ASL Citta’ di Torino e di Vercelli, i Dottori Massimo Giammaria e Francesco Rametta oltre al Dottor Franco Ripa e all’ Ing Antonino Ruggeri dell'Assessorato, oltre all'Assessore Icardi che ha sposato fin da subito tutte le mie proposte sull'ambito della telemedicina portandole avanti in ambito regionale e nazionale"
“Da anni abbiamo organizzato i nostri ambulatorii di Controllo dei pacemaker, dei defibrillatori e dei loop recorder col controllo remoto applicato in modo sistematico a tutti i nuovi impianti, con ottimi risultati” dicono i due Primari. “Al Maria Vittoria abbiamo iniziato dal 2008” afferma il Dott. Giammaria, “ e ormai seguiamo piu’ di 1400 pazienti con questa modalita’, con grande soddisfazione dei pazienti e dei loro parenti. In questo periodo di pandemia abbiamo sfruttato al massimo questa nostra organizzazione e abbiamo ridotto al minimo l’afflusso in Ospedale di pazienti con necessita’ di controllo del pacemaker del defibrillatore o dei loop recorder impiantabili. Inoltre da tre mesi stiamo portando avanti un programma serrato per fornire il servizio a tutti i pazienti che abbiano gia’ impiantato un dispositivo in grado di essere controllato a distanza e ad oggi abbiamo arruolato nel nostro programma altri 400 pazienti. Purtoppo non tutti i dispositivi impiantati possono essere controllati con questa modalita’ e questo e’ il caso di modelli impiantati molti anni or sono. In questo caso faremo i controlli usuali in Ospedale”.
“Anche a Vercelli utilizziamo il controllo remoto da alcuni anni convinti che in un territorio cosi vasto questa sia la risposta migliore, specie in questo periodo in cui e’ cosi difficile accedere in ospedale. Col controllo remoto siamo in grado di riconoscere piu’ rapidamente rispetto al controllo in ambulatorio, eventuali anomalie di funzionamento del dispositivo e la presenza di aritmie che potrebbero non essere avvertite dai pazienti” afferma il Dott. Rametta.

Anche il Commissario dell’ASL Citta’ di Torino, il Dott. Carlo Picco, e’ soddisfatto: “Nella mia ASL abbiamo gia’ predisposto un Piano Diagnostico Terapeutico Aziendale sul Controllo remoto e anche le Cardiologie del Martini e dell’Ospedale San Giovanni Bosco sono impegnate a vari livelli, a modificare la loro organizzazione per favorire l’adozione di questa modalita’ operativa. Contiamo di avere circa 10.000 prestazioni di controllo dei dispositivi impiantabili all’anno che possano essere trasformate da controlli ambulatoriali a controlli remoti in modo definitivo, con minor affollamento negli ambulatori ospedalieri e con addirittura migliore qualita’ del servizio e soddisfazione dei cittadini”.

comunicato stampa

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