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Sanità | 31 ottobre 2020, 08:00

La vera salute va oltre il solo aspetto fisico ed emozionale

I consigli di nutrigenomica a cura di Simona Oberto

La vera salute va oltre il solo aspetto fisico ed emozionale

“Anche se col vostro amore non riuscirete a rendere il vostro nemico più umano, potrete sempre impedire all'odio ed al rancore di distruggere il vostro cuore, come hanno fatto con il suo!” - Martin Luther King -

Mai come ora, la nostra mente è in confusione, il nostro animo è in subbuglio e il nostro cuore è sofferente. Molte nostre certezze sono state minate e molti di noi si sentono impauriti, traditi o delusi. Allora, nel rispetto delle persone che stanno soffrendo, voglio provare a spostare la vostra attenzione su un aspetto importantissimo della nostra salute, che va oltre il solo fattore fisico (corpo) e psicologico (mente). Sto parlando dell’aspetto spirituale. La salute, l’ho detto più volte, è uno stile di vita: le nostre cellule, per funzionare al meglio, hanno bisogno di essere ben nutrite con un cibo fresco, naturale e nutriente, ma necessitano anche di un buon “cibo emozionale” che ci garantisca una sana lucidità mentale.

Del resto, la stessa PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia), scienza che si occupa delle correlazioni tra le emozioni e i pensieri con gli ormoni e il sistema immunitario, sostiene che tutte le nostre emozioni hanno un’ influenza reale sul nostro organismo. Ogni emozione, positiva o negativa, produce nell'organismo una corrispondente secrezione ormonale. Avrete già sentito parlare delle endorfine, analgesici naturali che servono a rilassarci e ad alleviare il dolore, con un’azione simile alla morfina; della serotonina, “ormone del buonumore”; delle anandamidi, che, saturando i centri cerebrali del piacere, ci provocano un senso generale di leggerezza mentale e fisica. Oppure di ormoni come l'adrenalina e la noradrenalina, prodotti in particolari condizioni di paura, ansia e pericolo; o di cortisolo, prodotto dalle ghiandole surrenali, quando l'organismo è “sotto stress”, ormone fondamentale per la nostra sopravvivenza, ma, se prodotto in eccesso, deleterio per gli organi e tossico per il cervello.

Quando parliamo di salute però, non possiamo limitarci ad analizzare solo l’aspetto fisico/organico e psico/emozionale, ma dobbiamo spostarci su un livello ancora più “sottile”. Sto parlando della componente spirituale, quella “forza misteriosa” che ci spinge alla ricerca del vero significato della nostra esistenza, e che ci porta a rispettare i nostri bisogni più profondi e a sentirci parte di un progetto più ampio, che va al di là delle mere conquiste materiali. Cerchiamo di fare luce riguardo a ciò che può rappresentare per noi il termine “spirituale”. Per alcuni è sinonimo di fede, di appartenenza religiosa, qualunque sia il loro Dio o profeta: Gesù, Allah, Brahma, Shen, Budda, Maometto, Adonai; per altri è un’evocazione di riti, ripetuti nelle moschee, nelle chiese o nelle sinagoghe. Per altri ancora, è una “forza superiore” che permea ogni cosa, oltre la fisicità e le emozioni. A mio parere, lo spirito è qualcosa di trascendente, di innato, che sopravvive a noi, in quanto parte eterna e immortale. Del resto, l'uomo non è fatto solo di un involucro di carne (atanor), di un cuore che si emoziona o di una mente che coordina, ma è soprattutto un essere intelligente con un’autocoscienza, che lo contraddistingue dagli altri esseri viventi. La nostra consapevolezza di esistere ci spinge ad ampliare la nostra coscienza, nello sforzo di avvicinarci il più possibile alla dimensione spirituale, grazie alla quale ci sentiamo appartenenti ad un tutto, partecipi di un disegno superiore, consapevoli di essere un minuscolo granello di sabbia in un immenso Universo che tutto regola e governa.

L’evoluzione spirituale proviene sempre dal profondo del nostro cuore, ed è dettata, non da interessi personali o condizionamenti esterni (giudizi della gente, ricerca di approvazione altrui, secondi fini), ma da una spontanea necessità di vivere e nutrirci di questo “cibo” che trascende ogni cosa materiale. Molte persone sentono la necessità di placare questa “fame” attraverso opere caritatevoli, partecipando a gruppi di preghiera e di meditazione. Altri si dedicano all'espressione di arti come la musica, la pittura la poesia, la danza o il canto. Ci sono poi le persone che esprimono la loro spiritualità partecipando a progetti con fini umanitari e ideologici. Altri ancora vivono in comunione con la Natura, rispettandola e riconoscendone la forza e l’equilibrio! La nostra controparte spirituale è molto stimolata dall'ideale di giustizia e di libertà. Quante rivolte, nel corso della storia, sono sorte in nome di questi ideali! Quanti uomini hanno affrontato pericoli, subito ingiustizie e soprusi, fino alla morte, pur di non tradire questi valori universali.

A molti di voi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di ringraziare il vostro Dio, per quello che avete; oppure siete rimasti senza fiato di fronte allo spettacolo della natura o di fronte ad un’opera d’arte. Vi è mai capitato di provare sollievo e ritrovare una pace profonda nel perdonare chi vi ha ferito? Quanta energia positiva sprigioniamo, quando riusciamo ad amare noi stessi come gli altri! Ecco queste sono alcune “espressioni” della nostra componente spirituale. La Natura ci ha regalato un lato mortale: il corpo fisico e psicologico, che un giorno saranno destinati a sparire, e, per chi ci crede, di un lato immortale, eterno: una particella di energia che anima tutta la nostra esistenza, e che continuerà ad esistere anche dopo la morte. A mio parere, spiritualità significa “risveglio”! Purtroppo la maggior parte di noi vive, “dormendo”: nasciamo e moriamo, senza aver compreso il vero significato della nostra esistenza. Viviamo in uno stato di sonnambulismo, più o meno stressati, più o meno arrabbiati; la maggior parte disillusi o peggio illusi! In questi ultimi tempi l'angoscia, la solitudine, l'insofferenza e la paura regnano ovunque. Questo dispendio di energia, di salute e di emozioni deriva dai tanti conflitti interni ed esterni che quotidianamente vanno a disturbare il nostro cuore e la nostra mente. Un maestro di spiritualità ci direbbe di iniziare il cambiamento, mettendo in discussione tutte le nostre convinzioni: quelle religiose, politiche, sociali, psicologiche e culturali. Ci direbbe di “disimparare” tutto ciò che ci è stato insegnato, eliminando i condizionamenti e le cattive abitudini e di imparare ad “ascoltare”, a “vedere” la realtà per quello che è, senza paura di scoprire qualcosa di nuovo. Lo so, è molto difficile per noi accettare “il nuovo”!

Le novità ci disturbano, ci spaventano, soprattutto quando comportano un cambiamento che ci coinvolge, perché i cambiamenti implicano impegno, tempo, incertezza: “So quello che lascio, ma non so quello che trovo!”. Ascoltare, significa essere pronti a capire! “Vedere” significa liberarsi dai condizionamenti emotivi e dalle paure. Il problema è che molti di noi, non vogliono “vedere”! Pensate che un accanito fumatore voglia vedere la lastra dei suoi polmoni intossicati? O una persona in sovrappeso, voglia vedere quanto disbiotico sia il suo intestino? O chi truffa, voglia vedere quante persone ha rovinato il suo comportamento disonesto? Assolutamente no! Non vogliono vedere, perché, se lo facessero, dovrebbero cambiare, perdendo magari il controllo della loro vita, tenuta insieme in modo così precario! Quindi innanzi tutto, dobbiamo chiederci, quanto siamo disposti a “guardare” ed “ascoltare”.

Quanto siamo disposti a cambiare. Quanto siamo disposti ad affrontare le nostre paure e insicurezze. Se siamo pronti a cambiare e a metterci in discussione, allora vuol dire che siamo pronti a intraprendere il giusto cammino di crescita che ci riserva la vita, ma per farlo abbiamo bisogno di salute, quella stessa salute di cui parlo sempre nei miei articoli: una salute che ci rafforza nel corpo, ci alleggerisce l’animo, ci rende lucida la mente e potenzia il nostro spirito!

Redazione

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